Il Lucumone veste viola
Il Lucumone veste viola

Lì per lì può sembrar bizzarro che un vino dal nome eminentemente etrusco, il Lucumone, sia prodotto al 100% con uvaggio Cabernet Sauvignon, essendo gli etruschi spesso ricondotti, talvolta con note fantastiche, al Sangiovese; ma sembra che, proprio come gli etruschi, il cabernet “selvaggio” proverrebbe dall’oriente greco (Kapnios) o forse dall’Epiro. Nell’indagine sulle definizioni etruscofile di certi vini, la storia permette talvolta di tracciare interessanti collegamenti.

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Dal vitigno al divino. La vitis silvestre e le origini del Sangiovese
Dal vitigno al divino. La vitis silvestre e le origini del Sangiovese

(segue) La vite e il vino, come emerge dalle ricerche archeologiche, hanno rappresentato un elemento fondamentale per l’economia delle popolazioni fin dall’epoca preistorica. Si dice siano stati i Fenici a portare in Italia un clone della vitis vinifera, che in seguito troveremo coltivata dagli Etruschi nelle regioni centro-settentrionali della penisola. L’Italia si dimostrò adattissima alla

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Vinsanto a Montagliari: presentazione del libro e rievocazione storica
Vinsanto a Montagliari: presentazione del libro e rievocazione storica

Meeting, pranzo e reenacting Il Vinsanto è l’espressione tradizionale di un intreccio di usanze e leggende profondamente legate all’immaginario di Toscana. La sua riscoperta evoca valori antichi, ancora capaci d’alimentare il patrimonio simbolico della collettività. A queste emozioni furono sensibili grandi personaggi del nostro passato…ne parleremo in un nuovo libro sulla storia del Vinsanto di

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Ancora vini con nomi etruschi…o nomi scritti in etrusco.
Ancora vini con nomi etruschi…o nomi scritti in etrusco.

Continua l’indagine “partecipativa” sui vini che portano nomi o riferimenti legati all’etruscologia e che sono spesso degli IGT, forse perché gli Etruschi richiamano con semplicità la libidine del pasto senza trascendere in eccessive meditazioni.
Così è per il vino che ho indagato stasera, il “Manero”, il cui nome non sembra etrusco anche se appare scritto in caratteri etruschi…

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Il Libro come non-morto
Il Libro come non-morto

Gli anni che stiamo attraversando, quest’opaco inizio di “grande cambiamento” di cui non vedremo mai, nella nostra vita, una compiuta presa di senso conclusiva…si contraddistinguono in processi tanto emblematici, tanto evidenti nella loro cronicità e così ben intuibili nelle loro enanziodromie, da pensare che ciò che avviene e succede sia, in fondo, sempre o quasi la stessa storia (…)

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L’incontro tra Turusha e Rasenna, le origini mesopotamiche della scienza dei fulmini e del culto di Atunis
L’incontro tra Turusha e Rasenna, le origini mesopotamiche della scienza dei fulmini e del culto di Atunis

La sacra scienza di predire il futuro, osservando il fegato delle vittime o il volo degli uccelli era probabilmente derivata agli Etruschi dal mondo mesopotamico. Gli antichi testi babilonesi mostrano regole d’interpretazione minuziosissime e a volte stupefacentemente simili a quelle etrusche. L’interpretazione dei fulmini costituisce una delle forma più caratteristiche della “scienza” etrusca. Come in Mesopotamia presso i Caldei, anche gli Etruschi esaminavano i fulmini per i loro vaticini (…)

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Da Giasone a Tarchonte attraverso Lemno. Gli Etruschi d’oriente e la loro antica Scure.
Da Giasone a Tarchonte attraverso Lemno. Gli Etruschi d’oriente e la loro antica Scure.

Le radici Tar e tarch si ritrovano spesso nella lingua etrusca, basti ricordare Tarchon, fratello o figlio di Tirreno, fondatore di Tarquinia. I nomi derivati da tali radici sono numerosi in Asia Minore e riguardano divinità e a prìncipi, vedi ad esempio il dio della tempesta Tarhunda o il re d’Arzawa, Tarhundaradu, vissuto al tempo di Akhenaton. Valutiamo più attentamente le analogie tra questi prìncipi. (…)

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Etruschi, le migrazioni dall’oriente. La fuga da Sargon e dai Persiani, l’iscrizione babilonese di Faleri
Etruschi, le migrazioni dall’oriente. La fuga da Sargon e dai Persiani, l’iscrizione babilonese di Faleri

La quantità ceramica di origine anatolica trovata negli strati arcaici costieri dell’Etruria che si differenzia dalla coltura proto-villanoviana e Villanoviana è indizio non di una semplice relazione commerciale ma del probabile stabilirsi di gruppi etnici stranieri, giunti in piccoli gruppi a più riprese, tanto da diventare abbastanza numerosi nel confronto con gli “aborigeni”. (…)

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Il vino, gli Etruschi, l’oriente…
Il vino, gli Etruschi, l’oriente…

(…) Gli Etruschi mangiavano molto e bene, diversamente dai loro vicini contemporanei abituati a pasti frugali, cotti velocemente e consumati una volta al giorno e magari in piedi. Avevano una manifesta sensibilità per i piaceri terreni: i pasti abbondanti, le libagioni e ogni altra mollezza non furono una lenta conquista, un vizio della decadenza, ma bensì un’abitudine arcaica, una caratteristica propria, derivata dall’esser discendenti delle ricche città delle coste anatoliche e delle isole dell’Egeo.

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La riscoperta di Stefano Benini alla Biblioteca Roncioniana di Prato
La riscoperta di Stefano Benini alla Biblioteca Roncioniana di Prato

di Enio Pecchioni. Nel pomeriggio del 24 marzo 2016, nella prestigiosa sede della Biblioteca Roncioniana di Prato si è tenuta la presentazione del libro De Igne Luce et fluido electrico, ristampa di uno scritto di Stefano Benini, giovane studioso della fine del XVIII secolo, a cura di Vincenzo Rizzo per Press & Archeos di Firenze.
La conferenza è stata introdotta dalla Prof.essa Felicita Audisio che ha convogliato l’attenzione del pubblico su un argomento ormai scientificamente acquisito e scontato (ma non per questo comprensibile a tutti): quello della Combustione.

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La cena dei draghi a Montagliari
La cena dei draghi a Montagliari

La cena a base di carne di drago è ovviamente un gioco culinario, una scusa per sperimentare ma sempre attenti alla nostra tradizione gastronomica e con tutta la cura del caso. David Migliorini e il suo staff hanno ideato per voi un menu ispirato alla cucina medievale e all’inventiva dei più arditi cuochi rinascimentali. Nel caso non si riesca a catturare un drago, oggi assai difficile da scovare…

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Cos’è la Fiorendipità?
Cos’è la Fiorendipità?

(…) Durante tale ricerca la molteplicità di stratificazioni e riferimenti storici, artistici, folklorici produrrà continue “scoperte parallele” con apparenti contaminazioni e distrazioni dall’orientamento iniziale (…)

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