Il Battistero di San Giovanni

La crisi economica e demografica che afflisse l’Italia dalla metà del IV al VI secolo d.C., non aveva impedito, grazie a Teodorico, la costruzione dentro la piccola cerchia muraria fiorentina della chiesa cattedrale di S.Reparata e di un Battistero ariano poco discosto dal futuro “Bel San Giovanni” (…)

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Il regno Italico indipendente: Berengario del Friuli (prima parte)

Il Regno Italico appare già citato alla fine del secolo V, sotto Odoacre, ed è poi menzionato da tutti i sovrani che si impadronirono della Penisola. Ha però veste ufficiale soprattutto da Berengario I al nipote Berengario II. Esso comprendeva parte dell’Italia Settentrionale, parte della Tuscia sino al territorio della Chiesa. Il regno attraversò periodo storico d’anarchia feudale che cessò con la vittoria dell’imperatore Ottone I su Berengario II (…)

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La condizione femminile in Etruria

Intorno alla metà del IV secolo a.C. Teopompo, la lingua più malevola di tutta la letteratura antica (maledicentissimus lo appellava Cornelio Nepote), scriveva nel libro CLIII della sua Storia: “…Presso i Tirreni (Etruschi) le donne sono tenute in comune, hanno molta cura del loro corpo e si presentano nude, spesso, fra uomini, talora fra di esse, in quanto non è disdicevole il mostrarsi nude. Stanno a tavola non vicino al marito, ma vicino al primo venuto dei presenti e brindano alla salute di chi vogliono. Sono forti bevitrici e molto belle da vedere…” Altri autori, come Aristotele, le accusavano di banchettare con gli uomini, coricate sotto lo stesso mantello; Plauto insinuava che si procurassero la dote vendendo i propri favori.

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Cinquecento anni dalla morte di Amerigo Vespucci

La famiglia Vespucci approdò a Firenze dal vicino paese di Peretola alla fine del Duecento ed ebbe in Vespuccio di Spinello, immatricolato tra i vinattieri, il suo capostipite. Verso la metà del Trecento i Vespucci, conosciuti come le “vespe di Peretola” (dal loro stemma), avevano stabilito il loro quartier generale tra Borgognissanti e la Via Nuova (attuale Via del Porcellana) e possedevano già un discreto prestigio sociale ed economico (…)

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Da dove giunsero i re Magi?

Nella tradizione antica e medievale, i Magi sono considerati degli illuminati, saggi e astronomi, in quanto conoscono le stelle e si orientano in base ad esse. Ma nello stesso tempo sono anche astrologi, perché leggono nelle stelle la venuta del Divino sulla terra; i Re Magi sono la riprova di un “viaggio della Profezia” attraverso diverse religioni (…)

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I Celti che valicarono l’Appennino
I Celti che valicarono l’Appennino

E’ senz’altro significativo che si sia riusciti a realizzare un documentario dedicato ai Celti senza uscire, in pratica, dal territorio toscano ed avvalendosi, per quanta riguarda l’estero, di materiale di altri (seppur spesso originale). Questo significa forse che il mondo dei celti è anzitutto una “regione psichica” dell’occidente, che può essere indagata attraverso prospettive specifiche locali, fiction e documentarie, del tutto (…)

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Il carro armato dell’antichità

Nell’antichità, come oggi, l’elefante era conosciuto come “africano o “indiano”, più feroce il primo, pìù mite e intelligente il secondo.Dall’elefante indiano provengono le pagine di storia più intense ed anche le avventure più fantastiche, come quelle che presero corpo dalla penna di Emilio Salgari. Sul Gange e sull’Indo esso era fu una privilegiata cavalcatura di principi e, insieme, una tremenda macchina bellica vivente.
La Bibbia contiene un ampio cenno sugli elefanti nel libro primo dei Maccabei.

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L’Arte sacra americana a Sant’Eufrosino di Panzano

Tornando in un luogo a noi particolarmente caro del Chianti, e cioè l’Oratorio di Sant’Eufrosino di Panzano, ci siamo imbattuti in un’interessante allestimento organizzato dalla Cominità di Gesù di Boston in collaborazione con la Pieve di San Leolino. La mostra, che si sviluppa nella navata dell’oratorio, descrive le numerose opere presenti nella chiesa americana della Comunità (…)

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Montòvolo: un Monte Sinai sugli Appennini tosco-emiliani

Riconosciuto come simulacra del Monte Sinai di biblica memoria, Montòvolo è da sempre frequentato da pellegrini e mistici, come Sant’Acazio che, secondo una leggenda, proprio qui avrebbe subìto il martirio nel II secolo d. C. Il Santuario si trova nel comune di Grizzana Morandi, al centro di un’area protetta, e comprende la (…)

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Storia del culto di Sant'Antonio Abate e dei Canonici Regolari

Segnaliamo un libro davvero interessante, scritto da Laura Fenelli per Laterza e dedicato a Sant’Antonio Abate. La conoscenza della storia di questo Santo e del suo culto secolare è di grande interesse per una comprensione generale dell’eremitismo cristiano, della sua rappresentazione agiografica e della sua realtà sociale (…)

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La chiesa del Santo Sepolcro di Bellosguardo

Sulla collina fiorentina di Bellosguardo e sull’esistenza di uno spedale dedicato al “Santo Sepolcro”, forse d’estrazione gerosolimitana, sono state pubblicate le opinioni di diversi autorevoli ricercatori.
La discussione, in tal senso, ha origini particolarmente remote con gli scritti del Lami e del Richa (XVIII secolo), fino alle recenti pubblicazioni di Zingoni, Manetti ed altri (…)

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Pietà popolare e universi simbolici: la Madonna del Latte in Toscana

“Quei ‘granelli di sabbia del passato’ che Giuseppe Tartaro tenta di raccogliere in questo suo bellissimo lavoro di ricercatore sulla storia della nostra città e in particolare sul culto della Madonna del Sacro Latte, non si sono sispersi nel vento. La Reliquia, che la tardizione religiosa ritiene sia il latte di Maria di Nazareth (…)

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Mosebach e l’apologia della tradizione liturgica

“Le tinte usate da Martin Mosebach sono addirittura caravaggesche, la vis polemica non risparmia nessuno. L’appassionata apologia della bellezza della grande tradizione liturgica della Chiesa viene svolta non da un teologo, non da un canonista, ma da uno dei più importanti scrittori e letterati tedeschi (…)

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