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Vicoli e chiassuoli di Firenze: il caso del dantesco “chiasso di Badia”
L’esistenza del chiasso ci è nota attraverso una serie di documenti rogati tra la fine del Duecento e i primi anni del Trecento, provenienti dal fondo diplomatico della Badia e citati da autori come Michele Barbi, Giorgio Piranesi, Anna Franchi e tanti altri. La posizione e l’estensione del vicoletto, ricordato nei documenti come classum, emerge…
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L’oca di Badia a Firenze
La storia dell’Oca di Badia comincia intorno al 1494, quando i Pandolfini affidarono a Benedetto da Rovezzano la progettazione del portale su via del Proconsolo, con una scalinata a due rampe con balaustra completata entro il 1511. La scalinata conferiva all’ingresso una solennità quasi palatina e in posizione prominente campeggiava lo stemma dell’aquila imperiale.
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Le statue prese dall’Arno: dalla “Pietra Scema” all’Uomo di Clet
Il 21 febbraio 2026 la città si è svegliata con una notizia surreale, ma dal sapore tutto sommato antico: l’“Uomo Comune” di Clet Abraham, installato sul Ponte alle Grazie, è stato sradicato e gettato nell’Arno. Recuperato in mattinata sull’ormeggio dei Canottieri, ma decapitato. L’artista ha promesso una ricompensa a chi ritroverà la testa prima che…
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La casa di Pietro Bonfante. Scorci sulla Firenze duecentesca
Quando ricerchiamo sulla vita e sull’opera di un personaggio storico, comprendere nel dettaglio i luoghi dove visse le proprie giornate — quindi la sua città, il suo rione, la sua casa — è certo importante al fine di creare una base di ricerca oggettiva, quanto intuitiva, per penetrare la realtà delle relazioni e degli adattamenti.…
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Tredici metri quadrati a Firenze. Microlocali e non solo
Tutto comincia dai “microlocali dello scandalo” di cui si è parlato a lungo nei giornali cittadini e su web. Perché pare che a Firenze, se possiedi anche l’ultima delle cantine con una grata che dà sull’esterno e con gli scarichi collegabili alle fogne, puoi fare un sacco di soldi realizzando un mini appartamento.
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Rifiuti a Firenze: frammenti di storia e riflessioni personali
(…) All’inizio degli anni ’70 possiamo immaginare una città travolta dal problema dei rifiuti, anche e soprattutto in senso politico. Recentemente nella lontana provincia di Rovigo, a Palazzolo sul Senio, sono stati condotti accertamenti e avviati procedimenti dopo che una vecchia discarica è franata dalla sua collina nel fiume adiacente. Ecco, quei rifiuti provenivano da…
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La cappella di Sant’Agnese al Carmine e i “piccoli diavoli” fiorentini
(…) La chiesa e il convento carmelitano di Santa Maria del Carmine hanno origini trecentesche: il convento e la prima chiesa si collocano intorno alla fondazione del 1268; successivi interventi (ampliamenti nel Trecento e rimaneggiamenti nei secoli successivi) hanno trasformato il complesso, fino alle consistenti modifiche post-tridentine e alle stratificazioni barocche e settecentesche che interessarono…
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La mummia del gatto di Fiesole e i paradossi della storiografia felina
Una mummia di gatto è conservata anche a Fiesole, nella collezione del Museo Etnografico dei frati Francesca Si tratta di un ex-voto giunto in Toscana all’inizio del Novecento insieme ad altri reperti egizi raccolti dai francescani e da donatori illustri.
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Le astrazioni dei muri graffiti nelle strade dei dintorni di Firenze. Una magia etrusca
Fino alla prima metà dello scorso secolo nelle campagne fiorentine esisteva una tradizione discreta e silenziosa, oggi quasi completamente dimenticata ma un tempo capace di trasformare semplici muri lungo strade secondarie in superfici animate. Consisteva nel decorare le pareti delle case coloniche e i muri di confine delle ville poderali con motivi geometrici tracciati direttamente…
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Psicanalisi delle buchette del vino
In un certo senso, la buchetta svela l’anima del fiasco, il cui spirito è il vino stesso. Al contempo, sembra indicarci una prospettiva ontolog…
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San Francesco a Firenze
Sappiamo che nel 1228, dopo la morte del santo (1226), Gregorio IX (ovvero il vescovo ostiense Ugolino che già da tempo seguiva i caso di Francesco) concesse ai frati minori di stabilirsi definitivamente nella chiesuola di Santa Croce
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San Giorgio e il Volto Malavolta. Da Donatello agli Etruschi
Rinvenuto a Portonaccio di Veio nel 1916 e visibile oggi nel museo di Villa Giulia, il Volto Malavolta fu riconosciuto come opera coroplastica di uno scultore del V sec. a. C., abituato probabilmente alla modellazione a fine di fusione bronzea.




