La mummia del gatto di Fiesole e i paradossi della storiografia felina
tratto da Fiorendipità
Marte-dì 3 agosto 2025
(…) Per dar risposta a questi strambi turbamenti di fine estate, potremmo ripartire proprio dalla storia magica del Gatto e quindi dal suo rapporto con l’umano esoterismo. In effetti a distanza di molti anni realizzo — non ne ero consapevole da ragazzino — che i gatti fossero considerati molto importanti nell’antichità, e soprattutto nell’antico Egitto.
Nella terra del Nilo esistono persino delle necropoli di felini sacrificati alla dea Bastet, ma anche semplicemente “aristogatti” defunti e mummificati, spesso insieme ai propri padroni: i gatti erano considerati sacri e sacrificabili, o anche amati come compagni di vita.
Le necropoli dei gatti, come quella del Bubasteion nei pressi di Saqqara, sconcertano per la loro vastità con tombe curiosamente ricche, contenenti abbigliamento e gioielli felini.
Mummia di Gatto, Museo Etnologico di S. Francesco, Fiesole
(foto tratta da Archeologia Viva, riadattata)
Una mummia di gatto è conservata anche a Fiesole, nella collezione del Museo Etnografico dei frati Francescani.
Si tratta di un ex-voto giunto in Toscana all’inizio del Novecento insieme ad altri reperti egizi raccolti dai frati e da donatori illustri. La collezione egizia del convento si forma infatti dal 1923, anche grazie ai rapporti con Ernesto Schiaparelli, già direttore della sezione egizia del Museo Archeologico di Firenze e poi del Museo Egizio di Torino.
Negli ultimi anni il reperto è stato oggetto di un’indagine specifica. Tra il 2022 e il 2023 un team interdisciplinare (CNR, Università di Firenze e AUSL Toscana Centro) ha eseguito una TAC ad alta risoluzione, trasformando le bende in un “corpo virtuale” osservabile senza manomissione: la scansione ha rivelato lo scheletro completo, lesioni alle vertebre cervicali e alle ossa degli arti; l’assenza di oggetti di pregio nelle bende e dettagli utili a definire età e pratiche d’imbalsamazione. (…)
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