Psicanalisi delle buchette del vino
tratto da Fiorendipità
Marte-dì 1 luglio 2025
Anni fa, quando producevo documentari sulla storia e le leggende di Toscana, mi succedeva d’essere contattato da vari tipi di ricercatori, spettatori, curiosi, appassionati. Molti di essi aspettavano il dvd successivo (ne usciva uno ogni due/tre mesi) come se fosse la nuova puntata di una serie particolarmemte avvincente. Ricevevo spesso mail, telefonate, proposte di collaborazione e visite nel mio studio di quel tempo.
Diciamolo: dieci/quindici anni fa c’era meno offerta editoriale ma soprattutto meno disillusione. La gente aveva ancora voglia di condividere, dibattere, approfondire. Al contempo, molti erano incredibilmente disinformati e ingenui (talvolta noi stessi), mentre si percepiva un sottobosco vivo, voglioso di conoscere e acquistare, mosso da un’indipendenza di pensiero e da poche o nessuna convenienza. Mi manca qualcosa di quel sottobosco – per quanto a volte delirante – che sento d’aver in parte perduto non solo a causa del trascorrere dei tempi, ma anche per effetto del passaggio a un’attività editoriale maggiormente autorevole.
Venendo a noi, ricordo che tra i miei followers c’erano alcuni esoteristi integerrimi – quelli che credono nelle “energie” e a volte negli “spiriti” – con cui mantenevo prudenti contatti. E tra essi c’era una signora, molto cara e gentile, con cui ebbi modo di chiacchierare in qualche occasione. Doveva far parte di qualche associazione new age … o comunque era convinta d’appartenere a “qualcosa”. Parlava piano e sottovoce, camminava quasi sospesa, sempre sorridente ma distante.
Una sera, dopo la proiezione di un nostro documentario sulla Firenze alchemica che comprendeva, tra mille dettagli, alcune riprese delle curiose buchette del vino, lei mi si avvicinò e, dopo i complimenti di rito, mi sussurrò qualcosa di sorprendente che ricordo tutt’ora sorridendo. “Lorenzo, grazie perché dal tuo documentario ho capito qualcosa che mi era sfuggito … tutte quelle porticine nei muri, ora ho capito da dov’è che passano Loro…”
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