I monti del Chianti in un affresco a Orsanmichele
Tratto da Fiorendipità
Lorenzo Pecchioni
ogni primo Marte-dì del mese
Tra le numerose ma non innumerevoli immagini pittoriche dell’Arcangelo San Michele create a Firenze nel corso del tardo medioevo e Rinascimento, molti ricorderanno quelle presenti nelle chiese in cui il santo è di casa: San Michele e Gaetano, Santa Croce e, ovviamente, Orsanmichele. In quest’ultima, orto-scrigno micaelico della città antica e luogo impregnato di valori originari, Michele accoglie il visitatore praticamente all’ingresso, dipinto sulla superficie di un pilastro d’indubbia importanza prospettica.
Vasari attribuì l’opera a Jacopo del Casentino ma gli storici preferiscono parlare di un Anonimo Fiorentino. La datazione originaria oscilla tra il 1338 e il 1348, con evidenti rimaneggiamenti successivi. L’immagine è analoga ad altre figure del santo composte negli stessi anni o poco dopo, e potrebbe esserne il prototipo di riferimento. In ambito fiorentino, c’è quella visibile a San Barnaba di Lorenzo di Bicci (tardo Trecento), come quella custodita nella remota San Michele de’ Monti del Chianti, di Paolo Schiavo (circa 1420); due opere che mostrano sostanzialmente lo stesso “attore”, dagli eleganti capelli biondi, ricco mantello e armatura, ali dal cromatismo cangiante e globo crucigero (1). D’altronde, il draghetto sotto i piedi delle figure sembra essere della stessa razza (2), e nel suo ultimo fremito arriccia la coda con il medesimo ricciolo: segno sottaciuto della grande familiarità tra questi pittori.
Ma oggi, ciò che cattura la mia attenzione è un dipinto che, in Orsanmichele, sta ancor più in basso rispetto al drago, all’altezza o quasi del volto del visitatore. Inscritta nel dipinto di una cornice rettangolare troviamo l’Apparizione sul Gargano al vescovo di Siponto. Un’opera nella quale il paesaggio dove si svolge l’evento è protagonista, presentando una sequenza di colli che evoca presumibilmente la geografia dei monti garganici, con la luce dell’Arcangelo scintillante sulla (…)
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