La Grotta della Sibilla e il Guerrin Meschino
Tra le tante “discese infere” narrate dalla letteratura del nostro medioevo, è da ricordare l’avventura compiuta dal Guerrin Meschino nella Grotta della Sibilla.
Questo racconto, opera di Andrea da Barberino, testimonia l’esistenza dell’antico Oracolo di Norcia, localizzato in tempi medievali sulla cima del Monte Sibilla (tra Marche ed Umbria). Il ricordo del culto della Sibilla, taciuto o quasi dalle fonti storiche ma non dalle tradizioni locali e letterarie, era vivido quando Antoine de la Sale riscoprì e disegnò la Grotta (1420).
Il Guerrin Meschino, dopo una vita d’avventura in Oriente, decise di scoprire chi fossero relamente i suoi genitori. Un eremita gli consigliò di recarsi presso l’oracolo italiano. La ricerca del nome e la spiegazione delle proprie origini, è una costante nelle avvenute di molti cavalieri arturiani ed europei.
Il Meschino raggiunse la grotta solo attraverso rischiosi percorsi di montagna e, una volta penetrato nel cuore del massiccio, soggiornò nel mondo allucinato di Sibilla per un anno. Dopo questo periodo, il cavaliere desistette, comprendendo che la Sibilla non gli avrebbe mai rivelato il segreto, se prima non avesse ceduto ad una delle innumerevoli tentazioni (tra donne bellissime ed ogni genere di ricchezza, tradiscono dei frutti fuori stagione). Il Guerrin Meschino preferisce dunque, alla conoscenza della verità, la salvaguardia della purezza dell’anima.
Galgano di Chiusdino, o con quelle di altri eroi medievali e rinascimentali, sono a tratti evidenti sebben non sempre direttamente proporzionate.
Per capirci qualcosa di più, e collezionare qualche ripresa video, ci recheremo sui Monti Sibillini. In questi monti, tra l’altro, esistono alcuni siti importanti per la ricerca sulla presenza celtica in Italia. Uno dei nostri prossimi dvd, infatti, sarà dedicato interamente alla cultura dei popoli Celtici.

