La Rotonda Templare di Firenze?

La Storia di Firenze di Robert Davidsohn, forse il più mirabile monumento letterario dedicato alla storia della città, fu pubblicato in otto volumi tra il 1956 e il 1968 da Sansoni.
Possiamo immaginare l’aspettativa, l’interesse e lo stupore suscitati da questa vastissima narrazione storica, che ripercorreva giorno per giorno i momenti cruciali della storia della città medievale di Firenze. Le ricerche del Davidsohn erano disponibili già dall’inizio del XIX secolo ma solo in lingua tedesca (pubblicate  a Berlino tra il 1896 e il 1908). Probabilmente questo fatto aveva persino irritato certi fiorentini: possibile che nessuno, in città, fosse riuscito a far meglio di un filologo tedesco, originario di Danzica e studente di Heidelberg? nonostante tentativi di altri storici e fiorentini illustri (penso ad esempio all’ex sindaco Bargellini), quella del Davidsohn è ancora oggi considerata la Storia di Firenze per eccellenza.

Nel 1911, quando la pubblicazione delle Forschungen zur alteren Geschichte von Florenz era già conclusa da due anni e giungevano probabilmente a Firenze le prime indiscrezioni su scoperte ed ipotesi dello studioso tedesco, a Firenze si avviava la costruzione della Biblioteca Nazionale Centrale.
Il progetto di questa grandiosa biblioteca, la più fornita d’Italia, fu di Cesare Bazzani, uno dei maggiori architetti di edilizia pubblica del primo novecento. Brillante architetto e studioso, massone e Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona, Bazzani improntò le sue opere su uno stile grandioso e monumentale.
La Biblioteca Centrale sarebbe dovuta sorgere nel quartiere di Santa Croce, e avrebbe dovuto essere ancora più grande dell’attuale edificio (le guerre e la mancanza di fondi ridimensionarono il progetto che fu concluso solo nel 1935).
Osservando la città da Oltrarno la Biblioteca appare tra gli edifici protagonisti con la sua facciata, la tribuna dantesca e galileiana e la Rotonda della Biblioteca.

Nella Firenze del primo ‘900 era vivissima la discussione sulle origini della città, sulle sue radici storiche e tradizionali e certo anche sul quartiere di Santa Croce.
Su questa zona di Firenze aleggiava da sempre un misterioso toponimo, il così detto Tempio, tempium o templum che aveva dato nome a strade, chiese e porti oggi perduti, comparendo in antiche mappe senza una descrizione chiara. Qualcuno lo aveva ricondotto alla presenza di un antico tempio pagano (1) ma per molti, già da anni, questo toponimo corrispondeva piuttosto alla presenza dei Cavalieri Templari. Anche i Massoni che nei loro gradi superiori (sia nel rito scozzese che in quello di York) si identificano dichiaratamente con la tradizione templare, e che furono particolarmente attivi a Firenze già dai tempi della prima colonia inglese, si saranno confrontati con il mistero dell’esistenza di questo Tempio. Tanto più perché il quartiere di Santa Croce avrebbe dovuto esser stravolto dalla costruzione della Biblioteca, e proprio un loro Fratello, Bazzani, era titolare di questo progetto architettonico.

Dov’era dunque la sede dei Templari nel quartiere di Santa Croce a Firenze? E’ ben più di un secolo che questa domanda viene periodicamente rinnovata, senza risposte storiche o archeologiche definitive. Da un punto di vista filologico, tra i primi a cercare di dare una risposta alla domanda ci fu Robert Davidsohn nella sua Storia di Firenze. Secondo il Davidsohn i Templari avrebbero venduto la loro prima sede fiorentina, definita Santa Croce prope ad Templum ai frati minori francescani, per poi trasferirsi nella magione di San Jacopo nei pressi di Porta Faenza, dove due fonti ne ricordano la presenza (2).
Se questi ultimi due documenti risultano abbastanza attendibili (uno, riportato dal Giuseppe Richa, ricorda il precettore Gandulfo e l’altro, riportato da Telesforo Bini, ricorda una discordia su alcuni argenti scomparsi da una magione), ben più vago è il documento di vendita  del terreno di Santa Croce prope ad templum, vicino al Tempio. In questo compare solo il nome degli acquirenti,  i Frati Minori, ma non quello dei cedenti.
Nonostante ciò il Davidsohn appare sicuro nel sostenere che i cedenti fossero proprio i Templari. A proposito di quanto detto dallo studioso tedesco è stato persino dichiarato il luogo preciso dove avrebbe potuto trovarsi il Tempio: presso l’attuale Cappella De’ Pazzi (3), chiesetta a pianta centrale voluta da una famiglia tra le più vicine al culto del Santo Sepolcro. Anche molte chiese di origine templare avevano pianta centrale o proprio circolare (questa relazione è stata data per scontata per decenni, e solo negli ultimi anni è stata fortemente messa in discussione. Esistono comunque casi di “rotonde templari” in tutta Europa).

A poche decine di metri dalla Cappella Pazzi, limitrofa a Santa Croce e prossima alla struttura della Biblioteca Nazionale Centrale, troviamo la Rotonda della Biblioteca.
Chissà quante volte lo sguardo di chi ha osservato il quartiere di Santa Croce provando ad immaginare il suo aspetto medievale si è posato su questo edificio passando poi oltre, sulla Basilica arnolfiana e altri monumenti ben più antichi. E se invece esistesse un lontano “legame” tra la Rotonda della Biblioteca e un’antica Rotonda Templare?
Essendo Cesare Bazzani un massone ed avendo costui raggiunto quasi certamente i gradi templari, lo stesso architetto avrebbe potuto voler celebrare il ricordo degli antichi cavalieri attraverso la costruzione della Rotonda. Altri esperti (che già conoscevano le ipotesi del Davidsohn) gli avrebbero consigliato il punto preciso per lasciare un segno evidente ma interpretabile solo dai più ‘acculturati’.
Se a Firenze in quegli anni si respirava un’atmosfera internazionale e cosmopolita, senz’altro questa stessa tendenza era percorsa dalla massoneria che, attraverso scambi di conoscenze tra uomini di origini diverse, aveva arricchito nei secoli il suo bagaglio immaginario e filosofico.
Lo stesso Bazzani, durante i suoi viaggi, avrebbe potuto constatare l’esistenza di chiese templari a pianta circolare, su tutte la famosa Temple Church di Londra. Proviamo a paragonare la Rotonda fiorentina a quella londinese.

La Rotonda di Firenze fu inaugurata insieme alla Biblioteca nel 1935. Seguirono gli anni della guerra mondiale. I bombardamenti di Londra portarono grossi danni alla Temple Church. I restauri conclusi nel 1958 rispettarono le fattezze medievali coniugandole però ad uno stile neoclassico. Fu confermata l’esclusione dei tetti a spiovente, e aggiunte merlature con ulteriori inserzioni di mensole decorative (vedi figure).
Dal confronto tra l’attuale Rotonda di Londra e la Rotonda della Biblioteca Centrale di Firenze si può avvertire l’esistenza di un “ideale architettonico” comune, forse di una reciproca influenza stilistica, inella scelta dei materiali, nella disposizione dei volumi e nella riproduzione di alcuni elementi decorativi (le mensole).
E’ possibile che l’architetto inglese, forse anch’esso massone, si sia ispirato in parte all’architettura di Cesare Bazzani?

[foto tratte da wikimedia.org]

E se dietro il progetto della Biblioteca di Firenze si celasse un messaggio “neotemplare” intenzionato a celebrare il passaggio degli antichi Fratelli Templari da Firenze? Le ipotesi del Davidshon che si diffondevano in città proprio negli anni della costruzione della Biblioteca avrebbero potuto suggerire a Bazzani una soluzione del genere.
Gli stessi lavori di costruzione avrebbero potuto rappresentare l’occasione per sondare in modo più approfondito l’archeologia del quartiere, anche se non si sa di ritrovamenti degni di nota. …O forse qualcosa fu realmente individuato? Come nel più classico dei film di Indiana Jones, la Rotonda della Biblioteca potrebbe celare un segreto nei suoi sotterranei? Ovviamente si tratta solo di fantasie ma, in passato, abbiamo voluto interrogarci su ipotesi ben più improbabili di questa..!

BT

http://www.youtube.com/watch?v=fTRJUzExnmI

Note
1) Vedi Gianni Zingoni, I Templari a Firenze. San Jacopo in Campo Corbolini ed il cabreo giovannita del 1694/1695, 2001.
2) Vedi Giuseppe Richa, Notizie istoriche delle Chiese fiorentine divise ne’ soi quartieri, 1757, e Telesforo Bini, Dei Templari e del loro processo Toscano, 1839.
3) Vedi Enrico Baccarini, La Toscana dei Misteri, 2010.

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I TEMPLARI DI FIRENZE
Storia, archeologia e leggenda del Tempio fiorentino

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