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Maternità e stregoneria
Maternità e stregoneria

Nascere donna implica spesso un destino di servaggio e minorità sociale, dove la maternità sarà l’unico gesto libero e creativo di un’esistenza intera: anzi, magico. Due storie, due donne, due epoche, e un selvatico e pre-civile Casentino come scenario. (…)

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Larthi di Cere: etrusca o babilonese?
Larthi di Cere: etrusca o babilonese?

Ciò che venne alla luce dalle buie stanze della tomba Regolini-Galassi, destò una sensazione unica: mai si erano ritrovati in un solo tumulo tanti e tali tesori. Nella tomba erano seppelliti (…)

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La caduta di Decebalo – Il trionfo immortale di Traiano
La caduta di Decebalo – Il trionfo immortale di Traiano

Marco Ulpio Nerva Traiano è stato uno dei più grandi imperatori che Roma abbia avuto. Il primo di origine provinciale (era nato ad Italica, nell’Hispania Baetica, nel 53 d.C.), nel 96 era stato (…)

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L’uomo senza la Bibbia
L’uomo senza la Bibbia

ARCHEOLOGIA. (…) Per secoli il testo biblico influenzò le credenze di ebrei e cristiani. Pensatori, uomini di scienza e teologi cercarono di datare la creazione del mondo e conseguentemente la comparsa dell’Uomo sulla base del dato veterotestamentario, cosicché (…)

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Dioniso, le pietre e la vite

LEGGENDE. Prima di Fesula, nei pressi di una collina piena d’arbusti e di scope che guarda la conca, m’accorsi che la strada non aveva lastricato; eppure di cave di pietra ne hanno tante, su quei poggi; anche prima di (…)

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Un ringraziamento agli autori
Un ringraziamento agli autori

EDITORIALE. Il 2018 è ormai una realtà accertata: siamo già consegnati ad esso, penetrati nel pieno delle sue competenze. Così non ha più senso scrivere un (…)

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Un vino per Fannia Voluttà
Un vino per Fannia Voluttà

TASTING. (…) sembra voler raccogliere lo spirito voluttuoso del personaggio da cui prende il nome, rivelandosi dal primo sorso come vino di corpo e personalità, dai sentori secchi e avvolgenti…con qualche improvvisa sorpresa nella qualità dell’ebbrezza.

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Il risveglio di Fufluns e i vini etruschi contemporanei
Il risveglio di Fufluns e i vini etruschi contemporanei

ENOSOFIA. Il gesto magico-artistico dell’offerta, l’alzare il kantharos al tramonto innanzi al paesaggio soleggiato – e il vino che s’agita e ravviva – proiettano l’anima nel cosmo, rendono l’uomo al territorio e al suo brulicare (…)

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Vicino Oriente antico – Lo sfuggente impero
Vicino Oriente antico – Lo sfuggente impero

ARCHEOLOGIA. All’apice del potere di Ebla e durante l’impero di Sargon di Akkad e dei suoi successori, lungo la fascia a ridosso dei monti Zagros si andarono costituendo una serie di modeste città stato di cultura hurrita (…)

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Le Pietre di San Iacopo
Le Pietre di San Iacopo

Qualcuno, agli albori del 1700, suggerì al granduca Cosimo III de’ Medici «sinistre informazioni» su una congregazione che possedeva, da oltre un secolo, lo splendido monastero fiorentino di San Iacopo e numerose (…)

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Vicino Oriente antico – una storia del Bronzo Antico
Vicino Oriente antico – una storia del Bronzo Antico

ARCHEOLOGIA. Probabilmente a motivo di condizioni climatiche favorevoli con aumento delle precipitazioni, l’Antico Bronzo segna il punto più alto sia come numero che come grandezza degli insediamenti nel Vicino Oriente rispetto (…)

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Vicino Oriente antico – una premessa
Vicino Oriente antico – una premessa

ARCHEOLOGIA. Le condizioni ambientali, culturali e sociali che porteranno alla nascita delle prime città si verificano nel IV° millennio a.C. in una regione che va dall’Anatolia alla Bassa Mesopotamia. Uno dei motori di questo processo fu il (…)

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La cantina di Press & Archeos e alcune soluzioni possibili
La cantina di Press & Archeos e alcune soluzioni possibili

EDITORIALE. Press&Archeos, casa editrice di tradizione indipendente e di orientamento complesso, conta una discreta quantità di copie di prodotti reali (libri, dvd ed altro) stipati in alcuni magazzini altrettanto reali. Oltre al deposito del nostro distributore (…)

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“Tener le briglie all’orientale”. Gli Etruschi e il Medio Oriente
“Tener le briglie all’orientale”. Gli Etruschi e il Medio Oriente

ARCHEOLOGIA (…) La tecnica, appresa dagli Etruschi in Oriente, consentiva agli aurighi una prestazione superiore, in quanto il peso del corpo fungeva un po’ da terza mano; ma risultava più rischiosa per il guidatore se nella corsa (…)

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Libri di Toscana: le risate, la carne, il diavolo.
Libri di Toscana: le risate, la carne, il diavolo.

EDITORIALE. (…) Oggi l’interesse esistente per alcuni argomenti e personaggi, come i fatidici Medici o certi grandi artisti e inventori, è plasmato a livello internazionale e i valori sono riproiettati su altri generi di collettività (talvolta con qualche mostruosità concettuale (…)

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Il Cammino dell’Angelo. Due giorni di trekking in Chianti
Il Cammino dell’Angelo. Due giorni di trekking in Chianti

TREKKING. Il crinale dei monti del Chianti è attraversato da un’intreccio di antichi sentieri, un tempo protetti da cavalieri e ordini monastici, da angeli e antiche divinità. L’Associazione Chianti Storico si propone di valorizzare questi aspetti con un evento di trekking (…)

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Thesan. I vini dell’Aurora
Thesan. I vini dell’Aurora

VINO E STORIA. Prosegue la ricerca sui vini caratterizzati da nomi etruscologici o da altri riferimenti all’antico popolo Rasna. Nonostante ultimamente il nostro interesse si sia rivolto ad aspetti spiccatamente antropologici, continuiamo a scoprire altri episodi di questa complessa enosfera, talvolta accomunati da concetti di sicura (…)

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La partigiana Sisse. Un episodio inedito della Resistenza

RESISTENZA. (…) Il gruppo di Rifredi avrebbe impegnato frontalmente i due soldati con la mitragliatrice, mentre quelli dell’Istituto, entrando in azione alle loro spalle, sarebbero riusciti facilmente ad eliminarli. Quella mattina che faceva prevedere una giornata (…)

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Ecco dove ritrovare l’«Angelo» del Chianti
Ecco dove ritrovare l’«Angelo» del Chianti

ENOLOGIA – (…) La località è Podere Casanova, a 409 m. sul livello del mare (è circa la media delle altitudini dei luoghi consacrati all’Arcangelo Michele). Proprio qui è prodotto il vino Langelo, cioè probabilmente «L’Angelo», che per eccellenza (…)

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Scongiuri, magia, preghiere e maledizioni dagli etruschi ai romani
Scongiuri, magia, preghiere e maledizioni dagli etruschi ai romani

STORIA. Il popolo etrusco, all’apparenza così raffinato ed elegante nell’abbigliamento, così imponente e altero nel portamento e nelle insegne del potere, come ci è stato tramandato dagli storici e dall’iconografia sia pittorica sia fittile (…)

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Un Odeon nella Firenze romana?
Un Odeon nella Firenze romana?

ARCHEOLOGIA. Florentia, almeno dall’età tetrarchica (fine III secolo d.C.) e fino alla fine dell’Impero, fu capitale della Regio VII Tuscia et Umbria e come tale residenza del corrector (governatore). Visto il prestigioso ruolo di capoluogo non potevano mancare in città un anfiteatro, un teatro ed un ippodromo per assistere ai numerosi spettacoli (…)

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La cara vecchia “A”
La cara vecchia “A”

EDITORIALE (…) che la cara vecchia A resti proprio la “A”, con tutto il suo mistero che nasce migliaia d’anni or sono dalla figura della testa di un cornuto bovino, tra la polvere delle grandi riserve di carne del Medio Oriente, quando fu usata per indicare l’inizio: la stagione in cui le bestie (…)

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Materie prime per la nostra Abulafia
Materie prime per la nostra Abulafia

EDITORIALE. Più volte abbiamo valutato la possibilità d’ideare una collana appositamente per inserirvi titoli “commerciali”, trattare argomenti generalistici e accattivanti, avere buone vendite e creare un budget utile a produrre, parallelamente, dei libri “di spessore”. Ma nonostante gli anni trascorsi (…)

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“Colorire alla sua maniera”. Cinquecentenario della morte di Bartolomeo Della Porta
“Colorire alla sua maniera”. Cinquecentenario della morte di Bartolomeo Della Porta

ARTE. All’inizio del classicismo cinquecentesco, dopo le grandi influenze di Michelangelo, Leonardo e Raffaello, ebbe singolare importanza Fra’ Bartolommeo Della Porta.
Figlio di Paolo di Jacopo, un carrettiere e vetturale di Firenze d’origine genovese, visse dal 1478 e per molti anni nella casa fiorentina in Porta S. Petri Gattolini […]

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Editoria, nuove Ere, vecchi dubbi
Editoria, nuove Ere, vecchi dubbi

Oggi una buona parte dei lettori di non-fiction (ma non solo) desidera, acquista e legge libri sulla scia della suggestione di un cambiamento, forse epocale, che starebbe per verificarsi. E sembra appunto che un editore per ottenere dei risultati dignitosi debba occuparsi di questo o quel cambiamento. Che si tratti di un’evoluzione sociale, economica, politica,

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Quando si dice che il libro è «sacro»
Quando si dice che il libro è «sacro»

Capita di sentir dire che «i libri sono sacri», ad esempio quando un parente propone di gettarli perché ingombrano, o uno studente li maltratta con troppe sottolineature o, in generale, quando vengono esclusi a favore di altri media e formati. Ma questo modo di dire ha a che fare con una reale «sacralità»? Forse si. «Sacra» può essere l’iniziazione/accesso a […]

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Sulle approssimazioni della stampa digitale
Sulle approssimazioni della stampa digitale

La stampa dei libri con tecnologia digitale (anziché offset-tipografica) ci ha abituati a tollerare piccoli e grandi difetti nella resa grafica, nella qualità dei materiali, nel taglio e nella brossura/rilegatura. E ben venga, purché si sia realmente orientati a favore dei contenuti e di un’immediatezza-genuinità comunicativa. Ma esistono forse (…)

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Tra i vini del Chianti Storico il grande assente è l’Angelo

Il connubio Chianti storico e Arcangelo Michele è ormai indubbio: ce ne siamo occupati approfonditamente in una recente pubblicazione (I sentieri di san Michele) e sono in corso altri progetti dedicati alle tradizioni micaeliche della zona. Tuttavia proprio in Chianti, terra “enologica” per eccellenza, non troviamo o quasi vini dedicati all’Arcangelo.

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Ricomincia la “fine del libro”?
Ricomincia la “fine del libro”?

Quando anni fa decisi di estendere la mia attività di produzione all’editoria, pensavo che la decadenza o fine del Libro – forse il fattore più interessante nella spiritualità dell’attuale imprenditoria editoriale – sarebbe stata dirompente, impossibile da rimuovere e quindi vissuta con piena consapevolezza. Pensavo insomma che il libro avrebbe preso a morire di più e prima (…)

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Equi e Volsci. L’antica Italia dei pastori-guerrieri
Equi e Volsci. L’antica Italia dei pastori-guerrieri

di Enio Pecchioni Prima che Roma dominasse sulla penisola, salvo le zone etrusche e greche della Magna Grecia, l’Italia era un crogiuolo di popoli dediti alla pastorizia, all’agricoltura e al guerreggiare tra loro. Fra questi fieri e bellicosi pastori si distinguono gli Equi e i Volsci, ambedue di stirpe osco-umbra. Gli Equi occupavano le alte

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Per un Libro che sappia "vivere della sua stessa fine"
Per un Libro che sappia "vivere della sua stessa fine"

(…) ho accennato al libro che “vive della sua stessa fine” e ho salutato positivamente la possibilità della persistenza della fine o “morte del libro”; ma in seguito ho constatato che, contrariamente, esso tende a non morire né come formato (le vendite dei libri di carta, dopo anni di flessione, sembra siano tornate stabili) né in senso più “altamente” simbolico (…)

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Rasenna: nome di popolo e nome di vini
Rasenna: nome di popolo e nome di vini

Da Rasna o Rasenna a Tusci, Turusha, Tirreni ecc. potremmo definire quello etrusco come il “popolo dai molti nomi” – e questo testimonia forse la sua eterogeneità, la capacità d’assimilare clan ed etnie nel “patto federale” incentrato sul famoso Fanum. Per gli abitatori del Mediterraneo orientale l’Italia («paese del tramonto») fu una sorta di «nuovo

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Gli Hittiti e le origini del vino
Gli Hittiti e le origini del vino

«…Mentre ricercavamo una traccia che legasse le terre dell’Anatolia agli Etruschi raggiungemmo, attraverso un paesaggio di clamorosa suggestione, la valle del Menderes. Qui visitammo le tombe a tumulo dai regolarissimi tamburi poste nei pressi delle bianche “cascate” di Pamukkale, le meraviglie di Hierapolis che paiono stupende matrici delle storiche tombe di Cerveteri o di Populonia

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Nuove ristampe per i nostri titoli etruscologici
Nuove ristampe per i nostri titoli etruscologici

Finalmente disponibili le ristampe di “Etruschi, il vincolo dell’unità sacrale”
di Enio Pecchioni e “Le porte degli Inferi in Etruria” di Bernardo Tavanti.

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Apppunti sul "fuoco" della fiorentinità
Apppunti sul "fuoco" della fiorentinità

Lo scorso sabato 23 giugno ero tra il pubblico dell’auditorium di via Folco Portinari a Firenze, convinto che, in un modo o nell’altro, avrei assistito ad un convegno dedicato al fuoco… Ho pensato che quel convegno potesse essere un punto di partenza per nuove intuizioni su come e perché il nostro bagaglio culturale (di noi

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Voltumna, un dio e un vino sull’Appennino
Voltumna, un dio e un vino sull’Appennino

L’Etruria intesa come territorio enologico è vasta ed eterogenea, presenta terreni, colture e soluzioni di comunicazione assai diverse ma,
come…

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A Pietracupa un “pranzo storico” tra i più antichi
A Pietracupa un “pranzo storico” tra i più antichi

All’inizio del XVII secolo venne costituita un’opera laicale denominata “Società dei Bifolchi” in ricordo di quei contadini che, fornendo gratuitamente (…)

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I Rasna e il Pinot nero. Evoluzioni della metafora etrusca
I Rasna e il Pinot nero. Evoluzioni della metafora etrusca

Nella nostra indagine sull’enologia etruscofila incontriamo oggi un nuovo caso di #vino impostato su Pinot Nero che riporta in auge, per così dire, l’abbinamento #Etruria: Borgogna, estroso e solo apparentemente bizzarro.

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Phylica e lo spirito etrusco originario
Phylica e lo spirito etrusco originario

(…) Phylica, nome di una schiava che offrì fiori e frutti agli Dei (come risulta da un frammento ceramico populoniense), e Velthune, uno dei tanti nomi della divinità etrusca per eccellenza, invero il romano Vertumnus (…)

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Cenni sui «surrogati di io»
Cenni sui «surrogati di io»

(…) Da qui la necessità di creare degli io cavia, o meglio dei surrogati di io, da gettare in pasto all’oblio perchè la povera anima, che vive tra i vivi il richiamo della materia e che per indole confonde l’attualità con l’attualizzazione, sia doppiamente illusa e quindi sedata (…)

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Il Lucumone veste viola
Il Lucumone veste viola

Lì per lì può sembrar bizzarro che un vino dal nome eminentemente etrusco, il Lucumone, sia prodotto al 100% con uvaggio Cabernet Sauvignon, essendo gli etruschi spesso ricondotti, talvolta con note fantastiche, al Sangiovese; ma sembra che, proprio come gli etruschi, il cabernet “selvaggio” proverrebbe dall’oriente greco (Kapnios) o forse dall’Epiro. Nell’indagine sulle definizioni etruscofile di certi vini, la storia permette talvolta di tracciare interessanti collegamenti.

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Dal vitigno al divino. La vitis silvestre e le origini del Sangiovese
Dal vitigno al divino. La vitis silvestre e le origini del Sangiovese

(segue) La vite e il vino, come emerge dalle ricerche archeologiche, hanno rappresentato un elemento fondamentale per l’economia delle popolazioni fin dall’epoca preistorica. Si dice siano stati i Fenici a portare in Italia un clone della vitis vinifera, che in seguito troveremo coltivata dagli Etruschi nelle regioni centro-settentrionali della penisola. L’Italia si dimostrò adattissima alla

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Vinsanto a Montagliari: presentazione del libro e rievocazione storica
Vinsanto a Montagliari: presentazione del libro e rievocazione storica

Meeting, pranzo e reenacting Il Vinsanto è l’espressione tradizionale di un intreccio di usanze e leggende profondamente legate all’immaginario di Toscana. La sua riscoperta evoca valori antichi, ancora capaci d’alimentare il patrimonio simbolico della collettività. A queste emozioni furono sensibili grandi personaggi del nostro passato…ne parleremo in un nuovo libro sulla storia del Vinsanto di

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Ancora vini con nomi etruschi…o nomi scritti in etrusco.
Ancora vini con nomi etruschi…o nomi scritti in etrusco.

Continua l’indagine “partecipativa” sui vini che portano nomi o riferimenti legati all’etruscologia e che sono spesso degli IGT, forse perché gli Etruschi richiamano con semplicità la libidine del pasto senza trascendere in eccessive meditazioni.
Così è per il vino che ho indagato stasera, il “Manero”, il cui nome non sembra etrusco anche se appare scritto in caratteri etruschi…

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Il Libro come non-morto
Il Libro come non-morto

Gli anni che stiamo attraversando, quest’opaco inizio di “grande cambiamento” di cui non vedremo mai, nella nostra vita, una compiuta presa di senso conclusiva…si contraddistinguono in processi tanto emblematici, tanto evidenti nella loro cronicità e così ben intuibili nelle loro enanziodromie, da pensare che ciò che avviene e succede sia, in fondo, sempre o quasi la stessa storia (…)

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La statua in legno di vite raffigurante Tinia, vino e banchetti nell’etrusca Populonia
La statua in legno di vite raffigurante Tinia, vino e banchetti nell’etrusca Populonia

(segue) La vite coltivata dagli Etruschi era ben diversa da quella attuale: non era in legno sfilacciato, curvoso, rampicante o cespuglioso ma aveva la crescita in forma dritta come il tronco di un alberello, un tronco di sostanza assai maggiore di quel che si possa oggi immaginare. Plinio il Vecchio racconta che a Populonia era

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L’incontro tra Turusha e Rasenna, le origini mesopotamiche della scienza dei fulmini e del culto di Atunis
L’incontro tra Turusha e Rasenna, le origini mesopotamiche della scienza dei fulmini e del culto di Atunis

La sacra scienza di predire il futuro, osservando il fegato delle vittime o il volo degli uccelli era probabilmente derivata agli Etruschi dal mondo mesopotamico. Gli antichi testi babilonesi mostrano regole d’interpretazione minuziosissime e a volte stupefacentemente simili a quelle etrusche. L’interpretazione dei fulmini costituisce una delle forma più caratteristiche della “scienza” etrusca. Come in Mesopotamia presso i Caldei, anche gli Etruschi esaminavano i fulmini per i loro vaticini (…)

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Vinsanto, quel prezioso fermento nei sotto-tetti dell’anima
Vinsanto, quel prezioso fermento nei sotto-tetti dell’anima

(…) la comprensione di sé e del “proprio vinsanto”, così come il lavoro per la sua ri-creazione, è un lavoro sul tempo in cui il tempo crea i valori e le distanze. E qui, paradossalmente, l’esser fuori-moda, fuori-tempo o addirittura contro-tempo, produce una ricchezza, rende possibile l’accesso a quegli insospettabili serbatoi d’energia (…)

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Da Giasone a Tarchonte attraverso Lemno. Gli Etruschi d’oriente e la loro antica Scure.
Da Giasone a Tarchonte attraverso Lemno. Gli Etruschi d’oriente e la loro antica Scure.

Le radici Tar e tarch si ritrovano spesso nella lingua etrusca, basti ricordare Tarchon, fratello o figlio di Tirreno, fondatore di Tarquinia. I nomi derivati da tali radici sono numerosi in Asia Minore e riguardano divinità e a prìncipi, vedi ad esempio il dio della tempesta Tarhunda o il re d’Arzawa, Tarhundaradu, vissuto al tempo di Akhenaton. Valutiamo più attentamente le analogie tra questi prìncipi. (…)

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Etruschi, le migrazioni dall’oriente. La fuga da Sargon e dai Persiani, l’iscrizione babilonese di Faleri
Etruschi, le migrazioni dall’oriente. La fuga da Sargon e dai Persiani, l’iscrizione babilonese di Faleri

La quantità ceramica di origine anatolica trovata negli strati arcaici costieri dell’Etruria che si differenzia dalla coltura proto-villanoviana e Villanoviana è indizio non di una semplice relazione commerciale ma del probabile stabilirsi di gruppi etnici stranieri, giunti in piccoli gruppi a più riprese, tanto da diventare abbastanza numerosi nel confronto con gli “aborigeni”. (…)

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Il vino, gli Etruschi, l’oriente…
Il vino, gli Etruschi, l’oriente…

(…) Gli Etruschi mangiavano molto e bene, diversamente dai loro vicini contemporanei abituati a pasti frugali, cotti velocemente e consumati una volta al giorno e magari in piedi. Avevano una manifesta sensibilità per i piaceri terreni: i pasti abbondanti, le libagioni e ogni altra mollezza non furono una lenta conquista, un vizio della decadenza, ma bensì un’abitudine arcaica, una caratteristica propria, derivata dall’esser discendenti delle ricche città delle coste anatoliche e delle isole dell’Egeo.

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Catilina e la battaglia di Pistoia. La fine della Congiura nel nord dell’Etruria
Catilina e la battaglia di Pistoia. La fine della Congiura nel nord dell’Etruria

Alla morte di Silla i plebei “popolari” decisero che era giunto il momento di vendicarsi dei soprusi dell’aristocrazia. Gneo Pompeo, che segnò la fine della supremazia patrizia, riprese il commercio con l’oriente, facendo cadere il prezzo del grano che fino ad allora aveva sostenuto l’aristocrazia terriera, quindi danneggiandola economicamente (…)

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La riscoperta di Stefano Benini alla Biblioteca Roncioniana di Prato
La riscoperta di Stefano Benini alla Biblioteca Roncioniana di Prato

di Enio Pecchioni. Nel pomeriggio del 24 marzo 2016, nella prestigiosa sede della Biblioteca Roncioniana di Prato si è tenuta la presentazione del libro De Igne Luce et fluido electrico, ristampa di uno scritto di Stefano Benini, giovane studioso della fine del XVIII secolo, a cura di Vincenzo Rizzo per Press & Archeos di Firenze.
La conferenza è stata introdotta dalla Prof.essa Felicita Audisio che ha convogliato l’attenzione del pubblico su un argomento ormai scientificamente acquisito e scontato (ma non per questo comprensibile a tutti): quello della Combustione.

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La cena dei draghi a Montagliari
La cena dei draghi a Montagliari

La cena a base di carne di drago è ovviamente un gioco culinario, una scusa per sperimentare ma sempre attenti alla nostra tradizione gastronomica e con tutta la cura del caso. David Migliorini e il suo staff hanno ideato per voi un menu ispirato alla cucina medievale e all’inventiva dei più arditi cuochi rinascimentali. Nel caso non si riesca a catturare un drago, oggi assai difficile da scovare…

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Cos’è la Fiorendipità?
Cos’è la Fiorendipità?

(…) Durante tale ricerca la molteplicità di stratificazioni e riferimenti storici, artistici, folklorici produrrà continue “scoperte parallele” con apparenti contaminazioni e distrazioni dall’orientamento iniziale (…)

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Maestri della pietra in Toscana, dall’antichità ai nostri giorni
Maestri della pietra in Toscana, dall’antichità ai nostri giorni

La Via della conoscenza intesa come principio universale, guida di ogni forma artistica e nel nostro caso architettonica, ha ritrovato in epoca moderna il suo mai perduto filo di Arianna attraverso il successo della bioarchitettura e dell’edilizia sostenibile. I maestri della pietra furono fra i primi messaggeri di un’antica tradizione che poneva il microcosmo umano in pregnante analogia con la grandiosità del Creato (…)

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Bevitori di idee a Montagliari
Bevitori di idee a Montagliari

(…) Non sappiamo ancora bene come “estrarre” questa energia – il nostro in fondo è stato poco più che un esperimento – ma è chiaro che nel potenziale simbolico del vinsanto ci sia tutto ciò che serve per ripartire. E per ripartire intendo anzitutto il farsi carico, coscientemente, delle responsabilità esistenziali che ci legano al nostro territorio. (…)

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Montagliari, 13 giugno
Montagliari, 13 giugno

Il Vino e il santo Montagliari, sabato 13 giugno Trasmissione del documentario e dibattito con autore, esperti e produttori di vinsanto Il vino comunemente detto Vinsanto è l’espressione tradizionale di un intreccio di usanze e leggende profondamente legate all’immaginario di Toscana. Poco conosciuto all’estero e spesso ignorato nei winebar, è stato considerato fino ad epoca

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Monte Rantoli. L'antico tempio, le cave di mischio

La località di Monterantoli (o «Monte Martiri») si trova sullo spartiacque tra Val di Greve e Val d’Ema, nel nord dei territori del Chianti. I crinali di questi monti sono stati prediletti, già da epoca etrusca e fino a tempi recenti, da pastori, monaci e militari. La località di Monterantoli (o «Monte Martiri») si trova sullo spartiacque tra Val di Greve e Val d’Ema, nel nord dei territori del Chianti. I crinali di questi monti sono stati prediletti, già da epoca etrusca e fino a tempi recenti, da pastori, monaci e militari. La cima di nostro interesse è raggiungibile tramite alcuni antichi sentieri: la via più semplice è forse quella che ascende da La Panca (…)

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Figli di Enea. Le origini delle città italiche

Nella storia di ogni città esiste un momento tipico, d’importanza assiale, in cui la classe dominante, appropriandosi di frammenti di leggende e tradizioni popolari, determina le origini mitologiche degli antenati della cittadinanza. Si compie dunque una sorta di operazione di “restauro invasivo” in cui pezzi di passato (presunto o reale) sono riunificati dal “disegno delle necessità” e riaffermati in un affresco narrativo sorprendente quanto, dal nostro punto di vista, improbabile (…)

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Editoriale [ottobre]

Pur essendomi alquanto appassionato alle tematiche trattate con Press & Archeos – dal punto di vista editoriale ma anche autoriale -, non ho mai smesso di osservare alcuni aspetti diciamo “sinistri” e calcolare alcuni pericoli che seguivano come un’ombra la mia attività e quella di altri colleghi o collaboratori (…)

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Editoriale [settembre]

Negli ultimi anni ho avuto modo di confrontarmi con una (…)

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Le pietre rubate dall'antica torre

Furto di pietre dall’antica torre di Montegrossi, in vetta al monte omonimo a 701 metri, con duplice negativo esito: si depaupera più che mai questa rocca in pittoresca rovina da secoli, alta sui resti delle escavazioni di pietra, e si rischia di smantellare residue strutture portanti che indurrebero a crolli pericolosi. Già anni fa, proprio su queste colonne (La Nazione, ndr), si parlò di questo problema. Adesso, a rilanciarlo, è intervenuto Renzo centri, esperto storico locale ed autore del volume sui sentieri del culto di San Michele (insieme a Lorenzo Pecchioni ) presentato di recente a Coltibuono. «Un evento increscioso che si sta verificando nel territorio di Gaiole in Chianti – racconta Renzo Centri -. (…)

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Alcune precisazioni

Oggi vengo a scrivere sul sito di P&A per compiere alcune precisazioni a proposito di tre articoli apparsi su un giornale di cronaca fiorentino, dedicati al libro “I Sentieri di San Michele” e all’incontro di presentazione che abbiamo tenuto il 16 marzo scorso.
Anche se non possiamo non ringraziare i giornalisti per l’attenzione rivolta al nostro lavoro, devo specificare, a chiare lettere, che io e il mio coautore non abbiamo scoperto le cave di Monterantoli (come affermato nell’articolo in data odierna 6 giugno). Esse sono note da sempre ai numerosi ricercatori che si sono dedicati a questa zona dei monti del Chianti.

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Il Toro come simbolo divino in Sardegna

Il toro rappresentava la forza creatrice della natura, in particolare del Sole. Infatti, nelle raffigurazioni in cui ci sono state tramandate le loro immagini, i tori portano il disco solare tra le corna. Il toro Api si confonde anche con Osiride, il dio della resurrezione dell’anima; questo animale aveva, perciò, molta importanza nell’antico Egitto. Nel recinto sacro, a Saqqara, si teneva racchiuso, protetto e adorato fino alla morte, un magnifico esemplare di toro che secondo la leggenda dimagriva ed ingrassava a seconda delle fasi lunari e aveva una macchia bianca sulla fronte a forma di mezzaluna; al momento del trapasso, veniva mummificato e sepolto con una solenne cerimonia alla quale partecipava tutto il popolo. Ma subito, un nuovo toro lo sostituiva, a significare la continuità della vita sulla terra (…)

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Settant'anni dai bombardamenti di San Jacopino

A 70 esatti dai bombardamenti che colpirono Firenze e in particolare il quartiere di San Jacopino, inoltriamo una testimonianza diretta di quell’evento da parte di chi, ancora bambino, visse quella violenza in prima persona.

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L'Arcangelo e l'eremita

L’incontro è dedicato al culto di San Michele nei territori del Chianti medievale, alle esperienze monastiche che ne furono interessate, e alla notevole sequenza di titolazioni micaeliche che s’incontra sui sentieri dei monti chiantigiani. L’interesse si concentrerà dunque su un eremo, quello di S. Michele di Montemaione, che esattamente settecento anni fa ospitò gli albori della congregazione di S. Maria al Sepolcro di Firenze, destinata ad una sorprendente quanto poco nota avventura ecclesiastica.

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Una Chioccia d'oro nelle Coop

Da metà gennaio è possibile acquistare LE CHIOCCE D’ORO presso Toscana da Leggere, sezione libraria del circuito unicoop. Il libro, uscito nelle librerie nella primavera scorsa, è ora offerto con un piccolo sconto. Si tratta forse dell’unico libro esistente dedicato precisamente alle leggende delle Chiocce d’oro, un ‘mitema’ che ha caratterizzato la cultura rurale di buona parte d’italia e in particolare dei territori etruschi.

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Ascendere

Tra le piccole imprese editoriali del 2013 di Press&Archeos un posto speciale occupa la pubblicazione della terza parte del Poema Italico di Rodolfo della Torre.«Ascendere» – questo il titolo dell’ultimo capitolo della saga – riaffiora dagli archivi dei nipoti dell’autore e vede le stampe dopo circa 50 anni dalla sua scrittura. Si tratta di un’operazione per certi versi ‘archeologica’, lo strappare dall’oblio un’opera che meritava senz’altro d’esser (…)

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Rodolfo Marconcini, pittore del ‘900 toscano

Inizia a Firenze nel 1924, all’età di 18 anni, l’attività pittorica del Marconcini come autodidatta; è poi allievo del Prof. Alberto Zardo e di Pietro Scini e frequenta all’Accademia di Firenze la Scuola Libera del Nudo.
Nel periodo iniziale, tra le due guerre mondiali, i suoi quadri sono definiti ben manierati, scuri nei colori, dalle prospettive lontane fin dove può arrivare l’occhio. Molto “sentiti” gli arancioni autunnali e i verdi dominanti alla Boecklin. Il mondo di Marconcini è il mondo sano, idilliaco, onesto, di una Toscana ormai perduta, la sua arte fu confrontata con la letteratura e il teatro dialettale, se questi mancano di grandioso sono però squisiti nella spontaneità e nella freschezza (…)

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Sulla soglia del trentesimo documentario

Tra un po’ di crisi, un po’ d’imprevisti e qualche incertezza, quasi non mi ero reso conto che in questi giorni sto finalizzando il trentesimo documentario di mia produzione, contando esclusivamente le edizioni di genere storico-antropologico e quelle attinenti a mestieri e tradizioni locali (…)

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Le Naumachie nell'antica Roma

Nell’antica Roma si indicavano con questo termine sia particolari edifici di spettacolo, sia i combattimenti navali ( dal greco naus, nave e maxia, battaglia) che in essi si svolgevano con tanto di morti e di feriti. Benché Servio, grammatico e commentatore romano, ce ne parli a proposito della guerra punica, ricordando come i romani praticassero le naumachie alla stregua di (…)

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Vasco Pratolini, centenario della nascita

Pratolini nacque a Firenze il 19 Ottobre 1913. Il padre, cameriere di caffè, due anni dopo la nascita parte per la guerra ritornando poi ferito; la mamma che faceva la sarta, muore nel 1918 in seguito a complicazioni nel dare alla luce il fratello Dante (in seguito chiamato Ferruccio). Dopo qualche tempo il babbo si risposa ma Vasco resta ad abitare con i nonni in Via de’ Magazzini; dopo la morte del nonno, in Via del Corno. Qui, in quello che sarà il microcosmo di alcune delle sue opere, nella stradina sempre in ombra che si apre alle spalle di Palazzo Vecchio, lui e la nonna vivono in solitudine un’esistenza di miseria (…)

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La decadenza della Divinazione
La decadenza della Divinazione

(…) Le complicate ed ampollose manifestazioni degli addetti alla divinazione nei tre rami principali dell’Etrusca Disciplina, suscitarono negli spiriti meno soggetti ad antichi pregiudizi e più consapevolmente fiduciosi nell’umano progresso, non poca incredulità. Ad esempio quando, ai tempi di Cesare, i sacerdoti asserirono di aver trovato un magnifico vitello, vittima sacra in una solenne cerimonia, privo di cuore (…)

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San Miniato al Monte e la pasticceria benedettina

Tra pasticceri benedettini e prospettive editoriali, sul’«orlo» del 2013. Tra i tanti luoghi e persone che ho conosciuto nell’ultimo decennio grazie alla mia attività, e che volenti o nolenti hanno determinato lo scenario della mia ricerca, un posto particolare è occupato senz’altro dall’antica farmacia di san miniato al monte e dai suoi intraprendenti monaci. In questo negozietto, dove ancor oggi potete (…)

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Baptist in Florence

The Baptist religion is charaterized by the fundamental and unconditional attachment to the Sacred Scriptures which are considered as the totally inspired Word not only in its message but also in the strict sense of the text. The teachings and testimony of the Baptists have, therefore, a particular biblical character that gives them a certain archaic quality, yet have an unquestionable penetrating force into the working class (…)

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Adria e Spina, archeologia e storia alle foci del Po

Solo alla metà del II sec.a.C., quando l’organizzazione romana del territorio padano si era ormai consolidata, lo scrittore greco Polibio (200 – 120 a.C. circa) ci trasmette la prima descrizione scientifica della pianura e del delta del Po. Lo storico romano Livio, un secolo dopo, è al contrario nebuloso e poco chiaro nel definire luoghi e itinerari, citandoli solo in conseguenza di eventi militari. Fa eccezione il litorale padano-veneto, con i suoi centri di frequentazione greca più importanti: Adria e Spina. Le fonti scritte che riguardano il nome Adria sono numerosissime. Già all’inizio del V sec.a.C. Ecateo di Mileto, riportato da Stefano di Bisanzio, grammatico del VI secolo, ne fa menzione (…)

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Gli Etruschi di Castellina in Chianti
Gli Etruschi di Castellina in Chianti

Territorio montuoso, selvaggio ma non incolto, punteggiato da pievi e oratori spesso occultati alla vista, come rarità nascoste, da maestosi alberi silenti, dove sotto le fredde navate, tra affreschi che affiorano e capitelli romanici si conservano gelose memorie e misteri. Nei borghi, un tempo etruschi e romani, poi castelli delle famiglie feudatarie di origine longobarda, ci accompagnano le facciate scure e stemmate dei loro palazzi, dove tra viuzze ed archi sembra di perdersi nel passato per non uscirne mai più.
Furono gli Uomini di Rinaldone, seguiti dai Celto-Liguri a stanziarsi per primi nelle terre chiantigiane, come testimonierebbero i reperti eneolitici ritrovati nel comune di Tavarnelle Val di Pesa e a Casanova di San Fedele nel comune di Radda in Chianti. Ma furono gli Etruschi i primi a colonizzare storicamente questa regione tra Firenze e Siena, apportando il loro bagaglio di cultura e civiltà.

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The Adventist Community in Florence

In a widening of Via Guelfa at the corner of Via San Gallo lies the temple of the Florentine Adventists, a structure founded around the year 1000 A.D. by ascetic Grecian-Armenian Basilianis, whose church was dedicated to San Basilio, their foundar and saint of Cesarea (Cappadocia, IV century A.D.). These above-mentioned ascetic monks (…)

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Come si svolgevano le olimpiadi antiche

Le Olimpiadi nell’antichità, di Giovanni Spini (seconda parte).
Apriva i giochi la spettacolare corsa delle quadrighe, mentre per ultima veniva disputata l’oplitodromia (corsa con l’armatura oplitica). A partire dal 396 a.C., le gare atletiche furono precedute da competizioni fra trombettieri ed araldi (…)

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Le origini delle Olimpiadi

Olimpiade era chiamato in Grecia il periodo di quattro anni che intercorreva tra le feste Olimpie: si trattava delle più antiche feste greche, che si celebravano ad Olimpia nell’Elide, storica regione del Peloponneso nordoccidentale, bagnata dallo Ionio. In seguito, le Olimpiadi si identificarono con i giochi agonistici che si svolgevano durante quelle storiche feste. L’esplorazione archeologica del santuario di Olimpia, situato alla confluenza dei fiumi Alfeo e Cadeo cominciò nel 1875 col rinvenimento di numerosi reperti oggi custoditi nel museo locale (…)

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il Regno Italico di Arduino d'Ivrea

L’ultimo tentativo per un Regno d’Italia indipendente fu quello di Arduino d’Ivrea (955-1015), proclamato re dai grandi feudatari italiani, malcontenti della potenza a cui erano giunti i vescovi, divenuti conti delle città. Egli lottò contro l’imperatore di Germania Enrico II; ma abbandonato da tutti, si ritirò nel monastero di Fruttuaria (San Benigno Canavese), ove morì. Il dominio di quest’ultimo segnò la scomparsa del regno feudale indipendente in Italia, il quale ormai cadeva sotto il dominio delle varie dinastie tedesche. Ma ripercoriamone la storia (…)

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Il Battistero di San Giovanni

La crisi economica e demografica che afflisse l’Italia dalla metà del IV al VI secolo d.C., non aveva impedito, grazie a Teodorico, la costruzione dentro la piccola cerchia muraria fiorentina della chiesa cattedrale di S.Reparata e di un Battistero ariano poco discosto dal futuro “Bel San Giovanni” (…)

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Da Guido di Spoleto a Berengario II, gli anni bui del Regno Italico

(…) Anche Adalberto d’Ivrea morì ed Ermengarda prese in mano le redini del marchesato. Berta si precipitò da lei, e piena d’ira redarguì la figlia che aveva preferito Rodolfo anziché prodigarsi per porre la corona sul capo del fratellastro Ugo di Provenza.

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Il regno Italico indipendente: Berengario del Friuli (prima parte)

Il Regno Italico appare già citato alla fine del secolo V, sotto Odoacre, ed è poi menzionato da tutti i sovrani che si impadronirono della Penisola. Ha però veste ufficiale soprattutto da Berengario I al nipote Berengario II. Esso comprendeva parte dell’Italia Settentrionale, parte della Tuscia sino al territorio della Chiesa. Il regno attraversò periodo storico d’anarchia feudale che cessò con la vittoria dell’imperatore Ottone I su Berengario II (…)

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La condizione femminile in Etruria

Intorno alla metà del IV secolo a.C. Teopompo, la lingua più malevola di tutta la letteratura antica (maledicentissimus lo appellava Cornelio Nepote), scriveva nel libro CLIII della sua Storia: “…Presso i Tirreni (Etruschi) le donne sono tenute in comune, hanno molta cura del loro corpo e si presentano nude, spesso, fra uomini, talora fra di esse, in quanto non è disdicevole il mostrarsi nude. Stanno a tavola non vicino al marito, ma vicino al primo venuto dei presenti e brindano alla salute di chi vogliono. Sono forti bevitrici e molto belle da vedere…” Altri autori, come Aristotele, le accusavano di banchettare con gli uomini, coricate sotto lo stesso mantello; Plauto insinuava che si procurassero la dote vendendo i propri favori.

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Cinquecento anni dalla morte di Amerigo Vespucci

La famiglia Vespucci approdò a Firenze dal vicino paese di Peretola alla fine del Duecento ed ebbe in Vespuccio di Spinello, immatricolato tra i vinattieri, il suo capostipite. Verso la metà del Trecento i Vespucci, conosciuti come le “vespe di Peretola” (dal loro stemma), avevano stabilito il loro quartier generale tra Borgognissanti e la Via Nuova (attuale Via del Porcellana) e possedevano già un discreto prestigio sociale ed economico (…)

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Da dove giunsero i re Magi?

Nella tradizione antica e medievale, i Magi sono considerati degli illuminati, saggi e astronomi, in quanto conoscono le stelle e si orientano in base ad esse. Ma nello stesso tempo sono anche astrologi, perché leggono nelle stelle la venuta del Divino sulla terra; i Re Magi sono la riprova di un “viaggio della Profezia” attraverso diverse religioni (…)

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I Celti che valicarono l’Appennino
I Celti che valicarono l’Appennino

E’ senz’altro significativo che si sia riusciti a realizzare un documentario dedicato ai Celti senza uscire, in pratica, dal territorio toscano ed avvalendosi, per quanta riguarda l’estero, di materiale di altri (seppur spesso originale). Questo significa forse che il mondo dei celti è anzitutto una “regione psichica” dell’occidente, che può essere indagata attraverso prospettive specifiche locali, fiction e documentarie, del tutto (…)

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Il carro armato dell’antichità

Nell’antichità, come oggi, l’elefante era conosciuto come “africano o “indiano”, più feroce il primo, pìù mite e intelligente il secondo.Dall’elefante indiano provengono le pagine di storia più intense ed anche le avventure più fantastiche, come quelle che presero corpo dalla penna di Emilio Salgari. Sul Gange e sull’Indo esso era fu una privilegiata cavalcatura di principi e, insieme, una tremenda macchina bellica vivente.
La Bibbia contiene un ampio cenno sugli elefanti nel libro primo dei Maccabei.

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L’Arte sacra americana a Sant’Eufrosino di Panzano

Tornando in un luogo a noi particolarmente caro del Chianti, e cioè l’Oratorio di Sant’Eufrosino di Panzano, ci siamo imbattuti in un’interessante allestimento organizzato dalla Cominità di Gesù di Boston in collaborazione con la Pieve di San Leolino. La mostra, che si sviluppa nella navata dell’oratorio, descrive le numerose opere presenti nella chiesa americana della Comunità (…)

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Montòvolo: un Monte Sinai sugli Appennini tosco-emiliani

Riconosciuto come simulacra del Monte Sinai di biblica memoria, Montòvolo è da sempre frequentato da pellegrini e mistici, come Sant’Acazio che, secondo una leggenda, proprio qui avrebbe subìto il martirio nel II secolo d. C. Il Santuario si trova nel comune di Grizzana Morandi, al centro di un’area protetta, e comprende la (…)

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Presentazione di ‘Piero della Francesca, il Segreto delle Madonne del Parto’
Presentazione di ‘Piero della Francesca, il Segreto delle Madonne del Parto’

Piero della Francesca è il cittadino di Sansepolcro più famoso e su di lui molto è stato scritto e raccontato. Il DVD di Michele Rossi ci presenta altre facce di Piero che sono meno conosciute ma non meno affascinanti. Quello che sappiamo di lui è ancora troppo poco rispetto a quanto ancora oggi rimane nascosto

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Storia del culto di Sant'Antonio Abate e dei Canonici Regolari

Segnaliamo un libro davvero interessante, scritto da Laura Fenelli per Laterza e dedicato a Sant’Antonio Abate. La conoscenza della storia di questo Santo e del suo culto secolare è di grande interesse per una comprensione generale dell’eremitismo cristiano, della sua rappresentazione agiografica e della sua realtà sociale (…)

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La chiesa del Santo Sepolcro di Bellosguardo

Sulla collina fiorentina di Bellosguardo e sull’esistenza di uno spedale dedicato al “Santo Sepolcro”, forse d’estrazione gerosolimitana, sono state pubblicate le opinioni di diversi autorevoli ricercatori.
La discussione, in tal senso, ha origini particolarmente remote con gli scritti del Lami e del Richa (XVIII secolo), fino alle recenti pubblicazioni di Zingoni, Manetti ed altri (…)

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Pietà popolare e universi simbolici: la Madonna del Latte in Toscana

“Quei ‘granelli di sabbia del passato’ che Giuseppe Tartaro tenta di raccogliere in questo suo bellissimo lavoro di ricercatore sulla storia della nostra città e in particolare sul culto della Madonna del Sacro Latte, non si sono sispersi nel vento. La Reliquia, che la tardizione religiosa ritiene sia il latte di Maria di Nazareth (…)

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Mosebach e l'apologia della tradizione liturgica

“Le tinte usate da Martin Mosebach sono addirittura caravaggesche, la vis polemica non risparmia nessuno. L’appassionata apologia della bellezza della grande tradizione liturgica della Chiesa viene svolta non da un teologo, non da un canonista, ma da uno dei più importanti scrittori e letterati tedeschi (…)

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Dante Alighieri e il Casentino

l cuore degli Appennini, il Casentino che già aveva ispirato San Francesco, senz’altro ispirò anche Dante Alighieri. Qui troviamo ancora, come ai tempi di Dante, il mistero, l’atmosfera d’intenso misticismo dell’ambiente, dove il silenzio regna sovrano con la sola compagnia del vento che soffia tra gli alberi della foresta, il canto degli uccelli, lo squittire degli scoiattoli lo strusciare a passi felpati della volpe.

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San Francesco e Frate Leone

Domenica 26 giugno, alle ore 16.45, presso la Domus Pacis Assisi di Santa Maria degli Angeli di Assisi, l’Associazione Culturale Laurus presenterà il dvd documentario-fiction dal titolo “San Francesco e frate Leone – Il suo confessore”. L’associazione culturale Laurus di Assisi, dopo aver pubblicato nel 2008 il documentario-fiction San Francesco e frate Bernardo – primo numero della collana La Nascita del Francescanesimo, un progetto nato per raccontare la vita di san Francesco attraverso lo sguardo (…)

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L'Ippodromo della Firenze Romana ed il Palio dei Cocchi a Santa Maria Novella

La più antica menzione scritta sull’Ippodromo o stadium di Florentia, risalente probabilmente ai primi del IV secolo d. C., si trova in una “invectiva” che Coluccio Salutati, Cancelliere della Repubblica Fiorentina, inviò nel 1375 al vicentino Antonio Luschi, il quale dubitava sull’origine romana di Firenze.Vincenzo Borghini nel 1569 dopo aver chiarito tra Anfiteatro e Circo identificava (…)

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La Città di Vita di Matteo Palmieri

Morto nel 1475 Palmieri era stato priore, gonfaloniere di giustizia, ambasciatore presso Alfonso I d’Aragona e presso papa Paolo II nel 1446 e Sisto IV nel 1473. Un uomo che per la città del giglio aveva assolto tra gli incarichi più importanti e il cui rispetto e la cui memoria erano diventate una traccia indelebile per tutti i fiorentini…

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‘Sindone, Firenze e i misteri del Sacro Telo’, il 25 maggio

Enrico Baccarini presenta il suo ultimo libro ‘Sindone, Firenze e i Misteri del Sacro Telo’ presso la Libreria “La Quarta dimensione”, Via degli Alfani 99/R, Firenze,
mercoledì 25 maggio. Un caso editoriale che sta animando gli studiosi, un’ipotesi che sembra aprire nuovi scenari nella città gigliata. Enrico Baccarini ripercorrerà la storia ed il mistero di questa affascinante reliquia e del suo possibile passaggio da Firenze.

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Dove abitava realmente Dante Alighieri? Il Rione dantesco di Firenze

Attraverso un piccolo arco che si apre sulla via del “Corso” di Firenze, si fa ingresso nel Rione Dantesco. Questo grazioso angolo di Firenze ci ispira un sentimento d’amore e rispetto verso il Sommo Poeta; qui, all’incrocio di anguste vie si trovavano le case e le chiese delle famiglie Alighieri, Donati, Portinari, Cerchi. Anche se i monumenti originali del tempo di Dante ancora presenti sono pochi, siamo comunque di fronte alla storia, e ciò richiede la nostra “religiosa” attenzione.

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The Fairies' Holes and the discovery of the roman Theatre at Fiesole

When the Romans built the Theatre, they made use of the depression in the hill where most of the gradine were placed ; the remainig gradine to the West and East where the depression was deeper, were built on vaults.

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The Cult of Isis in ancient Fiesole

Many myths are linked with the name of Egyptian goddess Isis; she was the wife of Osiris, she composed the god’s remains when he was killed and she was the mather of Horo. She was also assimilated with the goddess Hathor, the star Sirius and in Ptolomaic times, when Osiris became Dionysus, she became Demeter. The cult celebrate motherhood and life, the wisdom and justice.

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Il Ponte del Calderaio e le magiche atmosfere di Fiesole in un nuovo Documentario

Fiesole, luogo magico in cui la storia si fonde armoniosamente con il mito, antica dimora degli Dei e atavica sorgente della cultura fiorentina: fiumi d’inchiostro sono stati versati per la sua archeologia, per i suoi monumenti e per le sue leggende. Ma non tutti sanno che alle pendici di questi colli, dove le acque si raccolgono in torrenti e sorgenti (…)

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Etruschi, greci e cartaginesi: la battaglia di Alalia

I Tirreni, poi Etruschi, forse imparentati coi Turuscia (bellicosi pirati delle isole dell’Egeo definiti dagli Egiziani “Popoli del Mare”), secondo la leggenda si stanziarono lungo le coste Tosco-Laziali guidati dal loro re Tirreno. Per la loro talassocrazia, ossia lo spietato e sistematico controllo del mare esercitato anche con la pirateria, essi saranno definiti dai Greci come “etruschi pirati”.

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La Rotonda Templare di Firenze?

La Storia di Firenze di Robert Davidsohn, forse il più mirabile monumento letterario dedicato alla storia della città, fu pubblicato in otto volumi tra il 1956 e il 1968 da Sansoni. Possiamo immaginare l’aspettativa, l’interesse e lo stupore suscitati da questa vastissima narrazione storiografica, che ripercorreva giorno per giorno i momenti cruciali della storia della città medievale. Le ricerche del Davidsohn erano disponibili già dall’inizio del XIX secolo, ma pubblicate solo in lingua tedesca (a Berlino, tra il 1896 e il 1908). Probabilmente, questo fatto aveva persino irritato certi fiorentini (…)

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Divina Commedia: il Manoscritto perduto

Il sogno segreto di molti dantisti è ritrovare il manoscritto della Divina Commedia. Ma esiste ancora? Molti sono convinti di si. L’ipotesi è basata su un ragionamento chiaro e semplice: pur non essendo giunto a noi nessun testo autografo di Dante, è statisticamente impossibile che tutte le migliaia di pagine scritte dal Poeta siano (…)

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San Colombano, San Galgano e il "monomito cristiano"

Quello che altrove è stato definito come un “mono-mito cristiano”, trova moltissimi esempi e conferme. Ultimamente, ad esempio, un nostro lettore (nonchè ottimo scrittore) ci ha segnalato le corrispondenze tra la vicenda di San Colombano e quella di San Galgano (…)

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Il Santo Sepolcro di Bartolomeo Bononi e i Girolamini delle Campora

Sui Girolamini delle Campora e sul loro Padre fondatore mancava una pubblicazione maggiormente esaustiva, che ne tracciasse il profilo storico e il dettaglio storiografico. A proposito di Bartolomeo di Bonone da Pistoia le ricerche, salvo rari casi, sembrano essersi interrotte alla fine del XVIII secolo, quando (…)

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I culti a Dioniso e Le Sirene Bicaudate toscane

di Enrico Baccarini© – Profondamente legati ai culti della fertilità ritroviamo in Toscana elementi interessanti come le Sirene bicaudate, richiami al dio Dioniso o ai tori sacri (propri del mitraismo), figure che furono comuni a molti paesi e a luoghi distanti ma che sembrano legati da un invisibile filo conduttore protrattosi nei secoli e nei millenni. Molte chiese medioevali e rinascimentali riportano sui loro architravi il simbolo della sirena a due code. L’essere mitologico, in questa forma composita, mette chiaramente in evidenza la parte femminile più intima.

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Matteo Villani e la peste del 1348 a Firenze

La peste del 1348 fu uno dei momenti più tragici per la municipalità fiorentina, un dramma che riviviamo in una descrizione che si affianca a quella altrettanto famosa resa alla storia dal Boccaccio nel proemio del Decamerone. Nel brano del fiorentino Matteo Villani (1280 ca-1363) emergono con profonda drammaticità tutti gli aspetti di questa terribile pestilenza, dall’indignazione per l’irrazionale comportamento dimostrato dagli uomini alla caduta dei vincoli familiari e dei valori sociali fino a giungere ad un dilagante ed inarrestabile senso di impotenza che si manifesta davanti all’epidemia, le cui cause vengono attribuite a castighi divini, non propizie congiunzioni astrali se non in una presenza del demonio.

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Firenze Capitale d'Italia

Con la Convenzione di Settembre del 1864 stipulata col governo francese, l’Italia s’impegnava a non attaccare lo Stato Pontificio; in cambio la Francia avrebbe ritirato, nello spazio di due anni, il presidio militare che teneva a Roma, lasciando tempo al governo pontificio di costituire un proprio esercito.
A garanzia della rinuncia italiana al proposito di occupare Roma con la forza delle armi, Napoleone III ottenne che il governo italiano si obbligasse a trasferire la capitale da Torino a Firenze (…)

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Il Cinquecentenario della Nascita di Bartolommeo Ammannati (1511-1592)

Bartolommeo Ammannati nacque a Settignano nel 1511. Allievo di Baccio Bandinelli e di Michelangelo Buonarroti, lavorando con quest’ultimo ne assorbì lo stile rielaborandolo secondo un raffinato manierismo; ma il suo talento eclettico fu notevolmente influenzato dall’eleganza raffinata di Jacopo Sansovino, con il quale collaborò alla decorazione della Libreria Marciana a Venezia.

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Le enigmatiche steli della Lunigiana

(…) Molte sono le ipotesi circa l’origine ed il significato di tali singolari manifestazioni dell’uomo primitivo. Di queste stele sono stati distinti tre gruppi, ma si potrebbe dire anche quattro, come vedremo più avanti. I primi due appartengono a un’età pienamente preistorica, III e II millennio a.C., mentre il terzo è di età storica, l’Età del Ferro, (…)

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Italia e Massoneria. Storia, simboli, orizzonti
Italia e Massoneria. Storia, simboli, orizzonti

Nel 1731 nasceva a Firenze la prima loggia massonica italiana composta da intellettuali inglesi, italiani e tedeschi, e già destinata ad un duro confronto con le istituzioni ecclesiastiche e con i governi del tempo. Proprio a Firenze risiede oggi il Gran Maestro di una delle più importanti obbedienze massoniche italiane, la Gran Loggia d’Italia, dalla cui intervista ha inizio il nostro percorso di…

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San Benedetto e i celti Umru

In Italia, secondo alcuni, le tracce dell’antica cultura celtica sarebbero state occultate dagli evangelizzatori medievali e censurate dai monaci cristiani, che avrebbero letteralmente omesso una serie di dati storici e folklorici. Esiste però una letteratura che cerca di riappropriarsi di queste radici e delle relative usanze, offrendo punti di vista inediti ai più.

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Il Castello di Frosini in Val di Merse

Il Castello di Frosini, nel territorio di Chiusdino (SI), è un luogo dal fascino composito e avvolgente.
L’interesse nei confronti di questo piccolo borgo non dovrebbe limitarsi al fatto che esso ospitò una Magione dei Cavalieri Templari, ne’ tantomeno alla sua vicinanza con l’Abbazia di San Galgano. Frosini ha una storia ed un fascino specifici – tutt’oggi direttamente esperibili – che dovrebbero essere amplificati ed analizzati in modo peculiare ed inseriti nel giusto contesto storico. Al contrario questo luogo è generalmente ricondotto all’immaginario della Spada nella Roccia e nominato quasi esclusivamente in proposito.

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Il Daimon dei fiorentini: la Statuta di Marte a Ponte Vecchio

Come scrive Giovanni Villani nella sua Cronica (XIV secolo), la colonia romana di Florentia “sorse sotto l’ascendente del Dio Marte”.

 La presenza del Dio della guerra sembra aver caratterizzato Firenze attraverso i secoli. Per molto tempo sulla città ha “gravato” la presenza di una grossa statua che secondo i più rappresentava proprio Marte.
 Questo idolo è stato per molto tempo compagno dei fiorentini; ha avuto almeno tre sistemazioni diverse, quasi come se ogni volta si cercasse di rimuoverlo senza successo.

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La lunga guerra tra Fiesole e Firenze

Oggi è difficile immaginarlo, eppure c’è stato un tempo in cui la città di Fiesole e la giovane Firenze furono in guerra tra loro. La caduta definitiva di Fiesole avvenne nel 1125, dopo anni di logoranti assedi, battaglie e rappresaglie. La contessa Matilde, che governò saggiamente sulla Toscana fra l’XI e il XII secolo, morì nel 1115. A succederle nel marchesato fu inviato il tedesco Rabodo, che si trovò subito in contrasto con Firenze non concedendo le franchigie…

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The etruscan language riddle

cholars can not yet entirely translate the language spoken in Etruria in historic times. The innumerable attempts made by the greatest masters in linguistics and philology have failed to decipher a language which was spoken in Tuscany up the beginning of the Christian era and which the Etruscan priests must have used both in Tuscany and in Rome itself up to the end of th 5th century A.D.

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Botticelli, la Pittura Alchemica.

Nel maggio 2010 è trascorso, quasi in sordina, il cinquecentenario della morte di Sandro Filipepi detto Botticelli. Per l’occasione abbiamo pubblicato sul blog Guntram un testo che ripercorreva, in sintesi, la vita e le opere di questo grande e spesso sfortunato artista.

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San Leolino e il latte della Dea Mater. Alla scoperta di un culto antichissimo

Quello che abbiamo pensato, tornando da una “missione” nel territorio di Bucine (AR), è come sia possibile che un tradizione antichissima che pone le sue radici addirittura nel paleolitico, sia stata pressoché cancellata nell’arco di poche decadi di materialistico “progresso”. La tradizione di cui sto parlando è quella della fonte della Madonna Lattaia, corrispondente ad un’antica sorgente galattofora che gettava acqua calcarea somigliante a latte.

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Alcuni proverbi e modi di dire sul giorno di San Giovanni (24 giugno)

La festa di San Giovanni “fu particolarmente sentita in passato: era considerata il Natale dell’estate e connessa al ciclo solare come la nascita del Signore. Per questo si collega sovente ad antichi culti solari: nella notte si crede che avvengano strani prodigi e meraviglie suggerite dalla fantasia del solstizio solare. Si accendono fuochi, si fanno veglie, ecc”

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San Miniato, martire di Firenze: fu realmente una decapitazione?

Nei freddi pomeriggi invernali di un anno intorno al Mille un frate benedettino del monastero di S.Miniato, sulla scorta dei ricordi popolari e di poche notizie storiche, elaborò la fantasiosa vita del martire che ci è stata poi tramandata.
L’autore della leggenda per dare al santo connotati più credibili per l’esigenza del tempo, fece di Miniato un re Armeno, perché il buon esempio venisse dall’alto e perché la buona novella venisse dall’oriente.

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Giovanni Vannucci. Dove l’uomo si incontra e prova a riconoscersi
Giovanni Vannucci. Dove l’uomo si incontra e prova a riconoscersi

Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo, una parola irripetibile che ha pronunciato, e che non ripeterà più. Giovanni Vannucci La tradizione eremitico-monastica del Chianti ha avuto forse in Giovanni Vannucci il suo ultimo  importante esponente. Attorno a questo Servo di Maria si sviluppò, nel corso degli anni ’70, un interesse

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Gli Alberghi fiorentini tra storia, archeologia e tradizione

Nelle civiltà antiche il problema del soggiorno temporaneo per viandanti e pellegrini era risolto soprattutto attraverso l’ospitalità privata e delle istituzioni per il culto.
Anche a Firenze coloro cha arrivavano nella città trovavano ospitalità nelle dimore delle grandi famiglie, ma già dall’epoca romana esistevano alberghi dei quali il ricordo è giunto fino a noi: la grande ricettività alberghiera fiorentina odierna prosegue un’antica tradizione.
La parola Albergo deriva dal gotico haribairg, che significa “alloggiamento militare”; i Romani usavano i termini hospitium, caupona o deversoriu. Erano sporchi e poveri nell’arredamento. Erano edificati vicino alle porte delle città o lungo le strade di grande comunicazione.

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La cucina etrusca. A tavola col Lucumone

Le fonti antiche non danno molte testimonianze sulla cucina degli Etruschi, a differenza di quanto avviene per i Greci e i Romani. Diodoro Siculo (I secolo a.C.), nella sua Bibliotheca (V, 40, 3), ci tramanda che: “essi abitano in una regione che produce di tutto e, impegnandosi nel lavoro, hanno frutti con cui possono non solo nutrirsi a sufficienza, ma anche concedersi una vita di piaceri e di lusso…”.

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Alberto da Montalceto, Guglielmo di Malavalle e i padri spirituali di Galgano di Chiusdino

Nel XII secolo, la Toscana fu caratterizzata dalla presenza di importanti Eremiti. Molti di essi, spesso d’origine laica, furono capaci di sviluppare percorsi originali e indipendenti dai canoni degli Ordini Monastici. Guglielmo di Malavalle, Alberto da Montalceto, Ranieri da Pisa, Alberto di Corsica, sono solo alcuni di questi eremiti le cui vite furono sospese tra

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Boccaccio e la caduta dell'Ordine Templare nel racconto del padre

“…accadde quindi che Jacques de Molay incorse nell’odio e nel risentimento di Filippo il bello, a quel tempo re dei francesi, sebbene Jacques in qualità di padrino avesse lavato il figlio del re nella santa fonte battesimale. Ed alcuni uomini saggi intesero che il re Filippo, per saziare la propria avarizia, aveva organizzato una cospirazione e una congiura non solo contro Jacques ma contro l’Ordine di questa cavalleria. E per l’eccessiva avidità del re la cosa divenne tanto grande che approfittando della sofferenza di papa Clemente e del suo nome, tutti i fratelli dei templari vennero presi nello stesso giorno in tutto il regno di Francia su ordine del re e detenuti e rinchiusi in prigione con lo stesso Jacques maestro e sovrano di quel grande Ordine. Dopo che il re Filippo, per mezzo dei suoi sergenti, commissari ed agenti ebbe preso e portato sotto la sua mano e sotto la sua autorità tutti i castelli , i tesori, l’equipaggiamento e gli ornamenti dei templari, questi vennero infine condotti prigionieri nella città di Parigi”.

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Il Limbo di Firenze

Percorrendo Borgo SS. Apostoli, oppure attraversando dal Lungarno Acciaiuoli lo stretto e buio Chiasso Borgherini, ci appare all’improvviso, quanto inaspettato, uno dei più suggestivi angoli di Firenze: la piccola Piazza del Limbo, poetico nome che suscita emozioni eteree, rese ancor più intense dalla facciata della vetusta chiesa dei Santi Apostoli, autentica “sfinge” nel panorama storico della città.

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Le Sibille italiche

Uno dei più importanti segreti dei romani era gelosamente conservato nel tempio di Giove sul Campidoglio. Si trattava dei Libri Sibillini, oracoli scritti in lingua greca, che potevano essere letti, secondo un decreto del Senato, solo da un collegio di quindici uomini prescelti*. La consultazione avveniva esclusivamente in situazioni di emergenza, come guerre, carestie, epidemie e catastrofi naturali e, strano ma vero, in caso di nascita di un essere androgino. Conseguenza dell’abuso era la pena di morte

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Le chiese a cielo aperto dell’Ordine di Cristo

Mesi fa abbiamo pubblicato un piccolo “speciale” dedicato alle “Chiese senza tetto d’Europa”. Era evidente che ne avremmo dimenticata qualcuna, e aspettavamo d’imbatterci in nuove informazioni. Infatti, se per noi italiani è eccezionale il “caso” dell’Abbazia di San Galgano, in paesi come la Francia, il Regno unito e il Portogallo molti sono i templi gotici rimasti a cielo aperto.

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La Cappella de' Pazzi e il mistero di un cielo stellato

La Cappella de’ Pazzi di Firenze, eretta nel luogo in cui alcuni, nel secolo scorso, posero l’antica sede fiorentina dell’Ordine del Tempio, racchiude l’enigmatica immagine di un cielo stellato.
Dopo i restauri (recentemente ultimati), è stata dedotta la data precisa a cui riferirebbe quel cielo: il 4 luglio 1442. E’ forse un caso, o quella data ha a che fare con un’evento importante, di cui abbiamo perso traccia? Alcuni studiosi sostengono che essa abbia a che fare con i patti d’alleanza tra Firenze e Renato d’Angiò. Ma la discussione sembra essere ancora aperta.

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Culti pagani nell’antica Florentia

Dai reperti archeologici e dalle diverse iscrizioni ritrovate, abbiamo le notizie necessarie per determinare l’esistenza di diversi templi pagani nelle vie della città romana di Florentia.
A somiglianza della triade celeste degli Etruschi, la suprema triade romana, Giove Giunone e Minerva, aveva il tempio nel centro del quadrato romano, nel lato nord-ovest dell’attuale Piazza della Repubblica. La chiesetta di Santa Maria in Campidoglio, edificata sopra i resti del Capitolium, suggerì a Vincenzo Borghini (XVI sec.), l’idea dell’esistenza del tempio pagano, poi ampiamente dimostrato dagli scavi del 1890-95.

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La “Stella appenninica”

Il simbolo della “rosetta” o “sole”, che appare in tanti monumenti e manufatti antichi, non può esser considerato esclusivamente un simbolo alpino o padano, come risulta, ad esempio, dall’utilizzo che ne fa la Lega Nord.

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La Grotta della Sibilla e il Guerrin Meschino

Tra le tante “discese infere” narrate dalla letteratura del nostro medioevo, è da ricordare l’avventura compiuta dal Guerrin Meschino nella Grotta della Sibilla.

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La Madonna e il suo Sasso

La curiosità per i culti della natura, ed in particolare per le “rocce sacre” di Toscana, ci ha spinto a visitare il Santuario della Madonna del Sasso. Il Santuario si trova sui monti della Val di Sieci, nel plebato di Lubaco, non lontano da Fiesole. Qui, nel 1484, apparve la Vergine innanzi a due ragazzine.

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Tessaiga: una spada nella roccia in Giappone

La lama confitta nella roccia è il segno di un sigillo, di un nodo posto ad incanalare i flussi energetici rendendoli operativi o inoffensivi. Colui che riesce ad estrarre la lama, è destinato a sciogliere questo nodo, ed a coprire con un atto storico quello che fino ad ora era stato risolto con un atto magico. Ma quanto questo simbolismo è riconducibile a dinamiche archetipiche, oltre ad esser frutto di una tradizione specifica?

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Tutto è Templare (uno sfogo).

E’ passato un anno circa dalla pubblicazione del nostro documentario dedicato ai Templari.
Durante quest’anno ho letto alcuni libri ed ho conosciuto molti esperti. Ma in me regna ancora una certa indecisione riguardo ad un sobrio utilizzo del concetto di “Templari”. I “misteriosi Cavalieri” vengono associati a cose molto diverse tra loro, e continuano a sorprendermi quasi quotidianamente…

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San Galgano: grande approsimazione in un servizio RAI

Lunedì sera una trasmissione RAI ha trasmesso un piccolo reportage dedicato a Galgano di Chiusdino. Il servizio è stato utilizzato come introduzione per una digressione “misteriosofica” spaziante dal Graal agli Egizi, da Rennes-le-Chateau a Castel del Monte, ecc.

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Il Gallo Nero, ed etrusco.

Il Gallo fu assunto nella dimensione araldica chiantigiana sin dal medioevo. Ma si sa che gli Etruschi, popolo di cui si trovano non poche tracce in questa regione, veneravano l’animale.

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La Rotonda, tra essenza e contingenza

Entrando nella Chiesa di Montesiepi, assisto alla concretizzazione di una realtà ideale, essenziale, e probabilmente archetipica. Un “modulo” che affascina proprio per la sua onnipresenzialità nell’animo umano.

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Firenze Romana

Ancora per tre giorni è visitabile, nella sobria cornice del Palazzo delle mura romane di via del Proconsolo, la mostra “Firenze Romana – dal primo secolo a. C. al quinto secolo d. C.”.

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Rocce sacre e fluttuanti

A parte poche ed incerte pagine sparse su web, non esistono molte conferme all’autenticità della leggenda della Roccia fluttuante di Gerusalemme. Così, inesperti ma lucidi, si rischia d’esser portati a sospettare che si tratti addirittura di una piccola invenzione mediatica.

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Alcune osservazioni sulle teorie eso-storiche

Ad accomunare molte teorie storico-alternative, o esoterico-storiche, o addirittura eso-politiche (1), è prevalentemente una pulsione, o meglio una tensione “spiegazionistica” riassumibile forse in tre punti sostanziali (…)

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Eufrosino e il chianti "misterico"

Le riprese del nostro prossimo documentario, sono praticamente terminate. Ormai si tratta di tappare dei piccoli buchi, sanare dubbi marginali, e decidere quanto e come censurarsi – perchè ormai è un dato di fatto che, nello sviluppo delle nostre ricerche, si finisce con l’ipotizzare molto di più di quello che era inizialmente lecito (…)

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Spade nella roccia in Norvegia

La Battaglia di Hafrsfjord è considerata tradizionalmente come la battaglia in cui la Norvegia, per la prima volta, fu unificata sotto un unico monarca. Anche se le moderne teorie tendono a considerare l’unificazione come un processo durevole, svoltosi nell’arco di qualche secolo (…)

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Cetamura in Chianti

La nostra ricerca sulle evoluzioni del Sacro nei territori del Chianti, ci ha spinto fino a Cetamura, località nota per la presenza di un’antico stanziamento etrusco/romano.
Il sito non è in nessun modo indicato dalla strada principale, e c’è da usare un po’ d’intuito per orientarsi. Individuato il sentiero, si ascende alla cima del poggio e, dopo un breve tratto (…)

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Un Documentario su San Galgano

La Spada nella Roccia di San Galgano è, almeno per quel che ne sappiamo, uno dei pochissimi documentari di tipo editoriale (cioè pensato esclusivamente per una distribuzione su dvd homevideo) dedicato al Santo di Chiusdino. Gli altri dvd o vhs che circolano, sono prevalentemente dei documentari o servizi televisivi.

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Impronte sulla roccia

(…) Il giorno incalza, e la risposta è pre-filosofica: queste domande sono eccessive, provano un’appartenenza alla stessa Sindrome che si cerca d’analizzare…dopo averla ipotizzata.
Ma è certo che, nella domanda sul senso del fascino del Sacro, il sistema psichico ed i suoi bizzarri suggerimenti non possono non essere tenuti in considerazione. Specie per chi, come me che faccio video, si occupa di Immagini.

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Sulle tracce di Guglielmo

Guglielmo di Malavalle è uno dei Santi sui quali si è più discusso, negli ultimi anni, in Toscana.
Le indagini antropologiche condotte sulle sue reliquie, e le ipotesi di una sua discendenza regale, hanno riportato l’interesse su aspetti mai completamente evasi del nostro medioevo. Ad esempio, la questione (…)

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Eufrosino e il suo pozzo

I nostri ultimi weekend di ricerca hanno avuto come nucleo immaginale la figura di Eufrosino, il Santo Patrono ufficiale del Chianti (inteso, credo, in relazione ai territori dell’antica Lega del Chianti). Di questo Santo, che sembra fosse originario della Cappadocia, si sa davvero poco (…)

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Guntram!!!!
Guntram!!!!

Guntramno è il “nome Longobardo” di un antico Re Franco, nominato anche come Gontranno, o talvolta come Guntram. Guntramno è protagonista di una leggenda tramandataci da Paolo Diacono.

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