Vichinghi in Toscana. Il sacco di Pisa, l’assedio a Firenze, la presa di Fiesole

12,00

di Enio Pecchioni

Nell’860 una flotta di navi vichinghe penetrò nel Mediterraneo. Dopo aver compiuto saccheggi lungo le coste della Spagna e della Francia, i comandanti Hastein e Bjørn Jaernsida (“Fianchi di ferro”) decisero di dirigersi verso la Toscana.
Raggiunta e razziata Pisa, i Vichinghi risalirono l’Arno e giunsero nel territorio di Firenze e Fiesole. La città sul colle lunato e il castello del vescovo Donato furono espugnati.
La povertà delle fonti medievali non permette di entrare nel vivo di questi eventi ma l’autore, con un po’ di fantasia e secondo un metodo già collaudato in altre pubblicazioni, tenta di colmare i vuoti per rendere comprensibili le circostanze storiche.
Stiamo parlando di un fatto poco noto quanto sorprendente e significativo: l’ardita spedizione compiuta da quei naviganti del nord, uomini rudi e sprezzanti del pericolo, che seppero poi affrancarsi e partecipare da protagonisti allo sviluppo culturale d’Europa.

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Descrizione

VICHINGHI IN TOSCANA
Il sacco di Luni, l’assedio a Firenze, la presa di Fiesole. L’impresa di Hastein e Bjørn Jaernsida
di Enio Pecchioni, Press & Archeos, Firenze 2020
ISBN 978-88-32211-48-1 pp. 106, carta avoriata, copertina plastificata lucida

Enio Pecchioni scrive di storia antica di Fiesole e Firenze dagli anni ’60. Tra le sue pubblicazioni più note ricordiamo Storia di Fiesole (1979), Breve storia del popolo etrusco (1984), Stilicone (2010), Urbicus da Firenze a Milano (2015) e il diario storico Etruschi versus Roma (2019).

Nell’860 una flotta di navi vichinghe penetrò nel Mediterraneo. Dopo aver compiuto saccheggi lungo le coste della Spagna e della Francia, i comandanti Hastein e Bjørn Jaernsida (“Fianchi di ferro”) decisero di dirigersi verso la Toscana.
Raggiunta e razziata Pisa, i Vichinghi risalirono l’Arno e giunsero nel territorio di Firenze e Fiesole. La città sul colle lunato e il castello del vescovo Donato furono espugnati.
La povertà delle fonti medievali non permette di entrare nel vivo di questi eventi ma l’autore, con un po’ di fantasia e secondo un metodo già collaudato in altre pubblicazioni, tenta di colmare i vuoti per rendere comprensibili le circostanze storiche.
Stiamo parlando di un fatto poco noto quanto sorprendente e significativo: l’ardita spedizione compiuta da quei naviganti del nord, uomini rudi e sprezzanti del pericolo, che seppero poi affrancarsi e partecipare da protagonisti allo sviluppo culturale d’Europa.

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