Etruschi e Rinascimento

14,00

a cura di Enio Pecchioni
con contributi di Francesco Pollastri, Giovanni Spini, Lorenzo Pecchioni

L’affermazione del mito degli Etruschi nella cultura italiana ed europea avvenne nel Rinascimento. Gli eruditi diedero al nascente stato mediceo un fondamento ideologico comune che i ritrovamenti archeologici dei Grandi Bronzi valorizzarono e che permise a Cosimo I di definirsi «Magnus Dux Etruriae».
Cosimo incitò e favorì le tesi di Giovan Battista Gelli e Pierfrancesco Giambullari che attribuivano la fondazione di Firenze a Noè-Giano, identificando nell’arameo la lingua dei primi abitatori del mondo: da essa sarebbero derivati l’ebraico e l’etrusco. Era così sostenuta la remotissima antichità della civiltà etrusca e la preminenza degli Etruschi nei confronti di Roma.
Le suddette ipotesi, accompagnate dal lavoro degli artisti, rappresentarono necessità identitarie e politiche relative a quel momento storico; ma esiste forse una realtà antropologica più profonda che lega gli antichi abitatori d’Etruria all’uomo del Rinascimento, riferibile al rapporto con un territorio dai caratteri eccezionali, all’ispirazione che ne deriva e non solo. Con un’esposizione essenzialmente divulgativa Enio Pecchioni ci aiuta ad evocare questo affascinante filo conduttore e prepara il campo a ulteriori approfondimenti, per i quali si è cercato di adottare prospettive inedite.

Descrizione

Etruschi e Rinascimento
a cura di Enio Pecchioni
con contributi di Francesco Pollastri, Giovanni Spini, Lorenzo Pecchioni
ISBN 978-88-96876-84-8
pp. 168, 15x21cm, carta avoriata, brossura
€14,00

Enio Pecchioni scrive di storia antica di Fiesole e Firenze dagli anni ‘60. Tra le sue pubblicazioni più note ricordiamo Storia di Fiesole (1979), Antiche Cruiosità Fiorentine (1990/2016), Stilicone la battaglia di Fiesole (2010), Etruschi il vincolo dell’unità scarale (2012). Insieme a Giovanni Spini ha pubblicato: Firenze Etrusca (2011), Totila e Belisario (2013), Figli di Enea (2014) e Urbicus (2015).

L’affermazione del mito degli Etruschi nella cultura italiana ed europea avvenne nel Rinascimento. Gli eruditi diedero al nascente stato mediceo un fondamento ideologico comune che i ritrovamenti archeologici dei Grandi Bronzi valorizzarono e che permise a Cosimo I di definirsi «Magnus Dux Etruriae».
Cosimo incitò e favorì le tesi di Giovan Battista Gelli e Pierfrancesco Giambullari che attribuivano la fondazione di Firenze a Noè-Giano, identificando nell’arameo la lingua dei primi abitatori del mondo: da essa sarebbero derivati l’ebraico e l’etrusco. Era così sostenuta la remotissima antichità della civiltà etrusca e la preminenza degli Etruschi nei confronti di Roma.
Le suddette ipotesi, accompagnate dal lavoro degli artisti, rappresentarono necessità identitarie e politiche relative a quel momento storico; ma esiste forse una realtà antropologica più profonda che lega gli antichi abitatori d’Etruria all’uomo del Rinascimento, riferibile al rapporto con un territorio dai caratteri eccezionali, all’ispirazione che ne deriva e non solo. Con un’esposizione essenzialmente divulgativa Enio Pecchioni ci aiuta ad evocare questo affascinante filo conduttore e prepara il campo a ulteriori approfondimenti, per i quali si è cercato di adottare prospettive inedite.

 

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