Elisir di fata e decotto di comare

9,80

di Daniela Braccini

Il duplice titolo di questo libro dipende dal fatto che l’argomento trattato, seppur attinente all’arte culinaria, ha però natura accessoria e investe in qualche modo la sfera del femminile magico.
Nel caso degli elisir, termine scelto fra le tante preparazioni a rappresentare il vasto mondo di chicche o liquori, è la dolcezza effimera di un intermezzo che incanta il palato oppure il senso estetico. Non servono a nutrire il corpo ma come le fate rendono le ore gradevoli e fanno dimenticare i fastidi o le fatiche del giorno. Si gustano in solitudine, a poco a poco, magari leggendo un libro; oppure si condividono con gli amici, fra chiacchiere e tintinnio di bicchierini.
Nel caso del mondo vastissimo dei decotti si entra invece nell’area del recupero del benessere, sfiorando l’universo infinito delle erbe medicinali testate da una millenaria sperimentazione e quello empirico ma altrettanto antico dei rimedi popolari che ad ogni disturbo fisico o psichico trovava modo di abbinare un alimento specifico. E in ambito casalingo chi meglio di una vecchia comare a cui era affidata la salute di grandi e piccini poteva conoscere i giusti rimedi tramandati di bocca in bocca?
Una cosa rende questi due filoni simili: in tutti e due i casi ciò che si va ad assumere porterà fatalmente ad un mutamento dello status quo, modificherà in meglio le nostre ore con un momento di puro piacere o con il sollievo da un malessere. Proprio come una bacchetta magica o una ciotola offerta con un sorriso.
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Descrizione

Elisir di fata, decotto di comare. Ricette o incantesimi in cucina
di Daniela Braccini. Press & Archeos, Firenze  2019, pp. 152
ISBN 978-88-32211-13-9
Daniela Braccini (Firenze, 1952) ha pubblicato con Press & Archeos “Quando Halloween non c’era e la paura era una cosa seria”, “Fate, Befane, Streghe e Guaritrici”, “La cucina come ambiente vitale” e, per questa stessa collana “Il mondo magico dei funghi”. Il suo primo libro, rivolto ai ragazzi, è stato “San Galgano e la spada nella roccia” illustrato da Alice Rossi (2009).
Il duplice titolo di questo libro dipende dal fatto che l’argomento trattato, seppur attinente all’arte culinaria, ha però natura accessoria e investe in qualche modo la sfera del femminile magico.
Nel caso degli elisir, termine scelto fra le tante preparazioni a rappresentare il vasto mondo di chicche o liquori, è la dolcezza effimera di un intermezzo che incanta il palato oppure il senso estetico. Non servono a nutrire il corpo ma come le fate rendono le ore gradevoli e fanno dimenticare i fastidi o le fatiche del giorno. Si gustano in solitudine, a poco a poco, magari leggendo un libro; oppure si condividono con gli amici, fra chiacchiere e tintinnio di bicchierini.
Nel caso del mondo vastissimo dei decotti si entra invece nell’area del recupero del benessere, sfiorando l’universo infinito delle erbe medicinali testate da una millenaria sperimentazione e quello empirico ma altrettanto antico dei rimedi popolari che ad ogni disturbo fisico o psichico trovava modo di abbinare un alimento specifico. E in ambito casalingo chi meglio di una vecchia comare a cui era affidata la salute di grandi e piccini poteva conoscere i giusti rimedi tramandati di bocca in bocca?
Una cosa rende questi due filoni simili: in tutti e due i casi ciò che si va ad assumere porterà fatalmente ad un mutamento dello status quo, modificherà in meglio le nostre ore con un momento di puro piacere o con il sollievo da un malessere. Proprio come una bacchetta magica o una ciotola offerta con un sorriso.
 

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