La riscoperta di Stefano Benini alla Biblioteca Roncioniana di Prato
La riscoperta di Stefano Benini alla Biblioteca Roncioniana di Prato

di Enio Pecchioni. Nel pomeriggio del 24 marzo 2016, nella prestigiosa sede della Biblioteca Roncioniana di Prato si è tenuta la presentazione del libro De Igne Luce et fluido electrico, ristampa di uno scritto di Stefano Benini, giovane studioso della fine del XVIII secolo, a cura di Vincenzo Rizzo per Press & Archeos di Firenze.
La conferenza è stata introdotta dalla Prof.essa Felicita Audisio che ha convogliato l’attenzione del pubblico su un argomento ormai scientificamente acquisito e scontato (ma non per questo comprensibile a tutti): quello della Combustione.

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La cena dei draghi a Montagliari
La cena dei draghi a Montagliari

La cena a base di carne di drago è ovviamente un gioco culinario, una scusa per sperimentare ma sempre attenti alla nostra tradizione gastronomica e con tutta la cura del caso. David Migliorini e il suo staff hanno ideato per voi un menu ispirato alla cucina medievale e all’inventiva dei più arditi cuochi rinascimentali. Nel caso non si riesca a catturare un drago, oggi assai difficile da scovare…

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Cos’è la Fiorendipità?
Cos’è la Fiorendipità?

(…) Durante tale ricerca la molteplicità di stratificazioni e riferimenti storici, artistici, folklorici produrrà continue “scoperte parallele” con apparenti contaminazioni e distrazioni dall’orientamento iniziale (…)

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Maestri della pietra in Toscana, dall’antichità ai nostri giorni
Maestri della pietra in Toscana, dall’antichità ai nostri giorni

La Via della conoscenza intesa come principio universale, guida di ogni forma artistica e nel nostro caso architettonica, ha ritrovato in epoca moderna il suo mai perduto filo di Arianna attraverso il successo della bioarchitettura e dell’edilizia sostenibile. I maestri della pietra furono fra i primi messaggeri di un’antica tradizione che poneva il microcosmo umano in pregnante analogia con la grandiosità del Creato (…)

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Bevitori di idee a Montagliari
Bevitori di idee a Montagliari

(…) Non sappiamo ancora bene come “estrarre” questa energia – il nostro in fondo è stato poco più che un esperimento – ma è chiaro che nel potenziale simbolico del vinsanto ci sia tutto ciò che serve per ripartire. E per ripartire intendo anzitutto il farsi carico, coscientemente, delle responsabilità esistenziali che ci legano al nostro territorio. (…)

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Montagliari, 13 giugno
Montagliari, 13 giugno

Il Vino e il santo Montagliari, sabato 13 giugno Trasmissione del documentario e dibattito con autore, esperti e produttori di vinsanto Il vino comunemente detto Vinsanto è l’espressione tradizionale di un intreccio di usanze e leggende profondamente legate all’immaginario di Toscana. Poco conosciuto all’estero e spesso ignorato nei winebar, è stato considerato fino ad epoca

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Monte Rantoli. L’antico tempio, le cave di mischio

La località di Monterantoli (o «Monte Martiri») si trova sullo spartiacque tra Val di Greve e Val d’Ema, nel nord dei territori del Chianti. I crinali di questi monti sono stati prediletti, già da epoca etrusca e fino a tempi recenti, da pastori, monaci e militari. La località di Monterantoli (o «Monte Martiri») si trova sullo spartiacque tra Val di Greve e Val d’Ema, nel nord dei territori del Chianti. I crinali di questi monti sono stati prediletti, già da epoca etrusca e fino a tempi recenti, da pastori, monaci e militari. La cima di nostro interesse è raggiungibile tramite alcuni antichi sentieri: la via più semplice è forse quella che ascende da La Panca (…)

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Figli di Enea. Le origini delle città italiche

Nella storia di ogni città esiste un momento tipico, d’importanza assiale, in cui la classe dominante, appropriandosi di frammenti di leggende e tradizioni popolari, determina le origini mitologiche degli antenati della cittadinanza. Si compie dunque una sorta di operazione di “restauro invasivo” in cui pezzi di passato (presunto o reale) sono riunificati dal “disegno delle necessità” e riaffermati in un affresco narrativo sorprendente quanto, dal nostro punto di vista, improbabile (…)

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Editoriale [ottobre]

Pur essendomi alquanto appassionato alle tematiche trattate con Press & Archeos – dal punto di vista editoriale ma anche autoriale -, non ho mai smesso di osservare alcuni aspetti diciamo “sinistri” e calcolare alcuni pericoli che seguivano come un’ombra la mia attività e quella di altri colleghi o collaboratori (…)

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Le pietre rubate dall'antica torre

Furto di pietre dall’antica torre di Montegrossi, in vetta al monte omonimo a 701 metri, con duplice negativo esito: si depaupera più che mai questa rocca in pittoresca rovina da secoli, alta sui resti delle escavazioni di pietra, e si rischia di smantellare residue strutture portanti che indurrebero a crolli pericolosi. Già anni fa, proprio su queste colonne (La Nazione, ndr), si parlò di questo problema. Adesso, a rilanciarlo, è intervenuto Renzo centri, esperto storico locale ed autore del volume sui sentieri del culto di San Michele (insieme a Lorenzo Pecchioni ) presentato di recente a Coltibuono. «Un evento increscioso che si sta verificando nel territorio di Gaiole in Chianti – racconta Renzo Centri -. (…)

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Alcune precisazioni

Oggi vengo a scrivere sul sito di P&A per compiere alcune precisazioni a proposito di tre articoli apparsi su un giornale di cronaca fiorentino, dedicati al libro “I Sentieri di San Michele” e all’incontro di presentazione che abbiamo tenuto il 16 marzo scorso.
Anche se non possiamo non ringraziare i giornalisti per l’attenzione rivolta al nostro lavoro, devo specificare, a chiare lettere, che io e il mio coautore non abbiamo scoperto le cave di Monterantoli (come affermato nell’articolo in data odierna 6 giugno). Esse sono note da sempre ai numerosi ricercatori che si sono dedicati a questa zona dei monti del Chianti.

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Il Toro come simbolo divino in Sardegna

Il toro rappresentava la forza creatrice della natura, in particolare del Sole. Infatti, nelle raffigurazioni in cui ci sono state tramandate le loro immagini, i tori portano il disco solare tra le corna. Il toro Api si confonde anche con Osiride, il dio della resurrezione dell’anima; questo animale aveva, perciò, molta importanza nell’antico Egitto. Nel recinto sacro, a Saqqara, si teneva racchiuso, protetto e adorato fino alla morte, un magnifico esemplare di toro che secondo la leggenda dimagriva ed ingrassava a seconda delle fasi lunari e aveva una macchia bianca sulla fronte a forma di mezzaluna; al momento del trapasso, veniva mummificato e sepolto con una solenne cerimonia alla quale partecipava tutto il popolo. Ma subito, un nuovo toro lo sostituiva, a significare la continuità della vita sulla terra (…)

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