San Galgano: grande approsimazione in un servizio RAI

Lunedì sera una trasmissione RAI ha trasmesso un piccolo reportage dedicato a Galgano di Chiusdino. Il servizio è stato utilizzato come introduzione per una digressione “misteriosofica” spaziante dal Graal agli Egizi, da Rennes-le-Chateau a Castel del Monte, ecc.

Dopo aver passato almeno quattro mesi impegnato (certo, ad intermittenza) nella realizzazione di un documentario su Galgano, e dopo aver letto buona parte della bibliografia relativa al santo, devo manifestare il mio stupore per l’approssimazione di questo servizio. E dire che, come autore e montatore, non sono certo alieno alle logiche della manipolazione televisiva, del montaggio connotativo, della fiction commerciale.
Ma qui si va oltre la normale “drammatizzazione” degli eventi, e ci si getta nei gorghi del “mondo del mistero”.

Nel servizio si rispolvera la vecchia storia delle caverne sotterranee di Montesiepi, la cui inesistenza è stata provata dagli esperimenti con il Georadar. Ma a questa storia si aggiunge una “pennellata” inedita (che io sappia), riguardante una misteriosa pietra della cappella che, a pigiarla, aprirebbe un passaggio segreto….
Indovinate che cosa ci sarebbe nascosto, lì sotto? Ma si, il Caro Vecchio Graal! portato lì da un manipolo di Cavalieri Templari annidati sul Montesiepi per qualche oscura ragione (anche qui: sembra in realtà che i Templari arrivarono a Frosini, nelle vicinanze di San Galgano, solo dopo la morte del santo, e che San Galgano non avesse proprio niente a che fare con quell’Ordine!).

Inoltre, gli autori identificano Artù con una sorta di “plagio” di San Galgano. E sostengono che, per motivare le Crociate, serviva un eroe maggiormente “aggressivo”, non un eremita che configge spade nella terra per penitenza… In realtà, da un punto di vista simbolico, il fenomeno della conversione del cavaliere e della sua belligeranza non sono in contraddizione, bensì legati da una tradizione comune (europea) ed articolata.
Comunque, per queste ragioni o altre, il Santo sarebbe stato rimosso e dimenticato già in epoca Crociata; eppure in realtà, ancora in epoca successiva, la sua Sacra Testa veniva portata in processione a furor di popolo per le strade di Siena!

Vengono confusi, poi, il Galvano della saga arturiana ed il Galgano storico, che hanno in comune solo il nome (nome per altro assai diffuso nel medioevo) e poc’altro.

Poi, improvvisamente, il delirio: il mistero di Galgano (del Graal? della caverna? del “plagio” arturiano? della vera Exalibur? dei Templari?? non si capisce di cosa!) sarebbe celato in un antico codice nascosto in un archivio di Siena! E si sostiene che non sia permesso visionare la pergamena…
Gli autori si riferiscono chiaramente al resoconto del processo di canonizzazione, di cui però si conosce il contenuto grazie a varie trascrizioni citate in decine di libri! Anche se certi ricercatori hanno ipotizzato che quelle trascrizioni non siano complete, direi che ipotizzare che nascondano dei “segreti” è per lo meno eccessivo.

Addirittura, poco prima, lo stesso presentatore aveva affermato il numero dei miracoli compiuti da Galgano, che è deducibile solo dalla lettura di quell’antico testo a cui, paradossalmente, non sarebbe concesso accedere!!!

Da un punto di vista meramente professionale, sono portato a comprendere e a giustificare la redazione della trasmissione in questione. In passato ho visto servizi molto interessanti. E, in generale, dobbiamo ricordarci che le leggi della televisione sono davvero molto molto dure.
Ma qui, forse, vengono interpretate in modo eccessivo! Il fatto che esista una necessità di modellazione “televisiva” dell’oggetto, non significa che questa attività non debba porsi dei limiti!
Questi limiti, secondo me, sono stati superati, e trovo giusto segnalarlo, nel rispetto di tutto e di tutti.

shares