San Benedetto e i celti Umru

In Italia, secondo alcuni, le tracce dell’antica cultura celtica sarebbero state occultate dagli evangelizzatori medievali e censurate dai monaci cristiani, che avrebbero letteralmente omesso una serie di dati storici e folklorici. Esiste però una letteratura che cerca di riappropriarsi di queste radici e delle relative usanze, offrendo punti di vista inediti ai più.
Questa letteratura, salvo momenti d’eccessivo “coinvolgimento” degli autori, ha certo una sua ragion d’essere antropologica. Essa si contrappone a secoli di oblio e negazioni; forse, a volte, lo fa con troppa energia (rischiando di oltrepassare certi limiti), ma crediamo sia innegabile la necessità di un’approfondimento sul passato più atavico, e pagano, della penisola.

E’ questo il caso di un libro come “Benedetto da Norcia e i Celti Umru” di Manlio Farinacci, che ci è stato gentilmente fornito dall’Ass. Cult. La Cerqua Sacra, impegnata in quei Monti Sibillini dove la cultura celtica è particolarmente tangibile.
In questo libro, la figura stessa di San Benedetto viene ridimensionata. Gli evangelizzatori dell’Umbria avrebbero imposto duramente il cristianesimo in una zona caratterizzata da una radicata cultura celtica, che in Carsulae avrebbe avuto un santuario d’importanza europea. Addirittura, alcune delle “invasioni” barbariche, sarebbero state orientate a questo santuario e dunque ad una ricongiunzione con i celti Umru, lontani cugini dei gaelici (con i quali tutt’oggi, in Umbria, si condividono molte espressioni dialettali).

Questa interpretazione delle migrazioni celtiche c’incuriosisce alquanto; nell’ambito delle nostre ricerche sulla Battaglia di Fiesole (405 d. C.) abbiamo scoperto che, agli Ostrogoti guidati da Radagasio, si erano aggiunte alcune tribù celtiche dirette verso il sud. La notizia, riferita da Zosimo (Storia Nuova, VI secolo), è stata pressoché ignorata dai divulgatori storici. Ma è ormai evidente che, nell’ambito delle cosiddette “invasioni” si animavano popoli, religioni, culture ed intenzioni troppo comodamente semplificate definendole “barbariche”.
Qualcuno direbbe che la tradizione romana, comunque e sempre, deve apparire identificabile e cristallina nel suo confronto con il caos delle così dette “civiltà ariane”. E da qui, il passaggio alle teorie sullo “scontro delle civiltà” sarebbe minimo…

Cosa c’è di genuino, e cosa di malizioso, in ipotesi del genere?
Sicuramente è da premiarsi la ricerca di chiarificazioni ulteriori sul passato dell’Italia, ed in particolare delle zone appenniniche (che al contrario del Nord, forse grazie a San Francesco ed alla sua opera di mediazione, non hanno mai fatto del celtismo un dato radicalmente identitario o politico).
Purtroppo, della storia dei popoli celtici ed etruschi si sa ben poco a causa della scarsità dei contributi scritti e per la pochezza delle tracce di una cultura prevalentemente orale. Anche per questo è da incoraggiarsi una ricerca sugli elementi archeologici e sul territorio, che può essere affrontata in modo capillare da studiosi locali (data anche la scarsità di sovvenzioni e fondi dedicati).

Meno condivisibili, per molti, saranno alcune ipotesi presentate da Farinacci ed altri. Come l’esistenza di violenze diffuse a carico dei pagani fino a pochi secoli fa, o l’idea stessa di un conflitto esoterico che sarebbe persistito fino alla seconda guerra mondiale (con la distruzione di Montecassino, tempio della storiografia cristiano-cattolica, da parte del filomassonico esercito alleato).
Tuttavia, anche queste ipotesi per certi versi estreme, sono degne d’essere vagliate con attenzione, poiché realmente, nei secoli bui e non solo, è stato accumulato ogni genere d’inganno e atrocità.

Montecassino dopo i Bombardamenti

Ciò che importa è ciò che di più prettamente scientifico emerge in un libro come quello sopracitato. Stiamo parlando della possibilità di analizzare la cultura celtica in Umbria attraverso la presenza di numerosi reperti, architetture, simbolismi, morfemi linguistici. Una possibilità che ci era in parte sfuggita, e che meriterebbe di essere praticata analiticamente.

Per saperne di più sui Celti Umru, consigliamo questo testo:
http://www.acam.it/celti.htm

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