Rocce sacre e fluttuanti

A parte poche ed incerte pagine sparse su web, non esistono molte conferme all’autenticità della leggenda della Roccia fluttuante di Gerusalemme. Così, inesperti ma lucidi, si rischia d’esser portati a sospettare che si tratti addirittura di una piccola invenzione mediatica.

Questa foto, pubblicata recentemente su web (vedi), non aiuta a superare tale impressione: si tratta quasi certamente di un montaggio digitale.
Ma qualcuno pensa addirittura che, con un gioco di grossi magneti debitamente polarizzati, si potrebbe ottenere un costrutto simile.
Secondo la leggenda, la Roccia sarebbe sospesa in aria fin dal giorno del Isra’ Mi’raj (e cioè dell’ascensione) del profeta Maometto. Sembra che la grande pietra volesse seguire Maometto in cielo, ma venne fermata da Gabriele e da Maometto stesso.

L’idea della fluttuazione di una Roccia, ci introduce ad una serie di suggestioni legate ad altre leggende e a manifestazioni artistiche. Si pensi alla pittura surrealista, o a certe icone di cultura manga.
Ma ricordiamo anche la Roccia dalla quale Sir Galhad, nel ciclo arturiano, estrae la Spada, suggellando il suo destino. Questa roccia, con spada annessa, giunge a Camelot fluttuando sulle acque del fiume.

Si tratta dunque di una roccia la cui caratteristica sensibile è la “leggerezza”, connessa ad un desiderio di ri-connessione con il divino, o con il “figlio”/prescelto/iniziato. Un po’ come per la Roccia fluttuante di Gerusalemme.
E’ facile o forse eccessivo intravedere, in questi episodi, le tracce simboliche del tentativo (da parte della Madre Terra), di raggiungere uno Spirito che, nei secoli a venire, si scinderà sempre più dal tutto/Sé.

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