Sulla soglia del trentesimo documentario

Tra un po’ di crisi, un po’ d’imprevisti e qualche incertezza, quasi non mi ero reso conto che in questi giorni sto finalizzando il trentesimo documentario di mia produzione, contando esclusivamente le edizioni di genere storico-antropologico e quelle attinenti a mestieri e tradizioni locali.
Impossibile non soffermarsi e dedicare a tutto questo un pensiero: si tratta di un traguardo importante, almeno da un punto di vista personale; la conferma ad un’ispirazione di ricerca costante, in cui molti, fosse solo per brevi tratti, si sono potuti riflettere.

Certo, non posso dire d’essere assolutamente orgoglioso di ognuno di questi documentari. Talvolta si è dovuto cedere (anche se in misura controllata) alla lusinghe del mercato, trattando argomenti che ora eviterei di affrontare. E in alcuni casi si è dovuto, per ragioni anzitutto editoriali e di tempistica distributiva, concludere i lavori senza farsi troppi problemi di ‘perfezione formale’. D’altro canto la qualità intellettuale, quella dei testi e quella dell’uso critico-espressivo del materiale cinematografico, non credo sia mai mancata, o quasi.

Oggi, chissà, qualche televisione potrebbe comprare in blocco almeno una ventina di questi titoli, assicurandosi molte ore di trasmissione e compiendo un’operazione sicuramente vantaggiosa.
Ma a chi ci segue da tempo, risulterà evidente che siamo giunti a questo punto con ben altre motivazioni (certo, senza negare a priori ulteriori forme di redditività!).

La verità è che questi documentari sono già sopravvissuti alla loro ‘battaglia’ col mercato.
Li abbiamo pubblicati su semplici dvd, facendoci carico delle spese di stampa e di produzione, ed hanno venduto e stanno vendendo ancora, in barba alla fine stessa del proprio formato (e a conferma che sono importanti i contenuti, non i contenitori).
Certo, inizialmente il lavoro è stato avvincente quanto spropositato, ma a distanza di un lustro posso dire che l’operazione è riuscita e che quel ‘buffer’ che si era creato è servito ad alimentare molte altre produzioni. Tant’è che abbiamo potuto aprire una casa editrice, cominciando un’avventura nuova, forse più problematica e per così dire ‘decadente’ ma per me ancor più avvincente e autorevole.

Posso dire che noi, e parlo al plurale perché il contributo materiale quanto affettivo di alcune persone è stato decisivo, abbiamo fatto un buon lavoro. Un lavoro talvolta davvero interessante, e più onesto di molti altri dedicati a quegli stessi argomenti trattati. Questo non significa che si sia stati sempre all’altezza delle tematiche, nonché puri e assolutamente incorrotti; ma ciò che ho appena affermato, cioè la bontà generale del nostro approccio, specie se confrontato con certe derive mediatiche attuali, è semplice quanto vero e non ho remore a farmene vanto.

Quindi ringrazio chi c’è stato e chi c’è; ma anche e soprattutto chi ha acquistato puntualmente i nostri dvd e libri, rispondendo alla newsletter o cercandoli in edicola, libreria, videoteca.
Parliamoci chiaro: sono stati i vostri acquisti a rendere possibile la visione del titolo successivo, e a permettere che attorno a certi argomenti, talvolta incredibilmente trascurati, continuasse ad esistere una discussione; non importa se attraverso le critiche ai nostri stessi documentari, peraltro talvolta assai fondate ma posso dire rare, davvero rare rispetto ai numerosi incoraggiamenti.
Ogni volta in cui, guardando i nostri documentari, avete provato la sensazione che quell’indagine e che quelle tematiche fossero vive e ancora danzanti; ogni volta che avete percepito in voi stessi quella sorta di bagliore che solo il mistero del Tempo e della Storia possono conferire alla ricerca…voi avete alimentato la possibilità di tutto questo, scongiurando, per così dire, l’avanzata di un qualche tipo di nulla.

documentaristi esistenzalisti
Oggi, a distanza di anni, risulta evidente che qualcosa dovrà cambiare, e ciò era comunque chiaro da tempo, forse da prima di questa sorta di ‘piano quinquennale’ che mi ha visto attivissimo.
I dvd, anche se i nostri continuano a vendere in modo sorprendente, sono destinati ad un lento esaurimento; il pubblico si sta ristringendo, un po’ perché troppi hanno straparlato di tematiche storico-misteriche, esaurendo la pazienza della ‘brava gente’; ma soprattutto perché tutti noi, diciamolo pure, siamo sempre più incasinati o rincoglioniti dalla crisi in corso, che agisce in modi diversi su ciascuno, che si manifesta in modi ambigui ma che c’è. Cribbio se c’è.

Come continuerà, dunque, la nostra attività?
Non è detto che essa debba procedere ad oltranza, perché lentamente potrebbero venire meno le condizioni tecniche ed i numeri stessi che la rendono possibile. Oppure, chissà, potrebbero aprirsi nuove insospettate possibilità. Ma in fondo è davvero questo che può avere un peso, questo vago sogno futuribile? E se invece, da un certo punto di vista, non cambiasse niente, semplicemente perchè ci si occupa di qualcosa che sempre è e sarà?

La verità è che in questo strano momento, in cui la tecnologia è al centro di ogni speranza ed aspirazione, ciò che mi sta più a cuore sono ancora una volta certi argomenti che potremmo definire ‘di contenuto’.
Rubo momenti alle mie complesse giornate per dedicarmici, li rincorro, li bramo, e quando posso averci a che fare, sento una sorta di rigenerazione. Ed essa avviene oggi con maggior lucidità, senza facili soluzioni simboliche ma con il rispetto della complessità dei suddetti materiali. Frequento spesso persone che provano emozioni analoghe, e forse anche ‘superiori’ alle mie. Tutto questo a volte mi dà grande gioia, un senso di profonda pienezza.

Questa cosa, che credo mi accomuni ad altri ma che non chiedo di riconoscere nella sua presunta universalità, deve poter continuare! Lasciamo perdere come e ‘in che cosa’ pubblicheremo, lasciamo perdere i formati, la comunicazione, ma guardiamo all’essenza, che forse è ciò che ci unisce.
Oggi io auguro a me stesso e a chi legge, per il futuro, che ci sia soprattutto condivisione.
Condivisione di questa passione, della discussione sugli argomenti, degli approfondimenti, delle auto-interrogazioni, delle escursioni e missioni di vario tipo.

So che siamo in tanti, anche se i contatti ultimamente sono un po’ rarefatti. Giovani e maturi, uomini e donne, menti critiche e entusiastiche, custodi di piccole scoperte, talvolta nel bosco dietro casa, talaltra in qualche libro di cui non conosco l’esistenza.
C’è bisogno delle vostre idee, della vostra presenza, della vostra capacità di creare situazioni. Dell’unione che può derivare, dello sforzo che possiamo fare insieme per preservare quelli che, fino a prova contraria, sono per lo meno dei tesori esistenziali.

…E magari di qualche suggerimento per nuove produzioni, dello spunto per trovare qualche finanziatore, quale nuovo autore, qualche nuova possibilità concreta… Perchè la realtà c’è, e punge sempre di più. E non si può restare con le mani in mano, in attesa d’essere salvati da qualche cristo digitale.

Lorenzo

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