A Pietracupa un “pranzo storico” tra i più antichi

Il Chianti rivela tutto il suo fascino in ogni stagione, sia al fiorentino innamorato della sua terra che allo straniero voglioso di sensazioni forti plasmate da ricchi valori paesaggistici e artistici. Il piccolo Santuario della Madonna delle Grazie di Pietracupa, presso San Donato in Poggio, per la dolcezza del luogo e lo splendido contorno dei colli “travolti” dalle vigne di Montecchio, può appagare ogni esigenza.

Negli ultimi anni del Cinquecento in questa località avvennero numerose guarigioni di devoti che si erano raccomandati all’immagine di una Madonna su un tabernacolo. La devozione aumentò così tanto che nel Settembre del 1596, per iniziativa arcivescovile, fu posta la prima pietra del santuario. Da allora la devozione per la Madonna di Pietracupa non si è mai esaurita ed è ancora percepibile.

All’inizio del XVII secolo venne costituita un’opera laicale denominata “Società dei Bifolchi” in ricordo di quei contadini che, fornendo gratuitamente il trasporto dei materiali e mano d’opera, contribuirono all’edificazione della chiesa. Sono oltre quattrocento anni che a Pietracupa si rinnova la tradizione di ritrovarsi, fra soci e non, al pranzo che avviene due volte all’anno nell’Oratorio.

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Nel ‘600 e nei secoli successivi i bifolchi portavano in offerta 20 chili di grano, oggi la forma è cambiata come le persone che vi partecipano, ma la tradizione del ritrovarsi non è mai venuta meno.

Il “Pranzo dei Bifolchi” non sembra aver risentito dell’usura del tempo. Per San Giuseppe (o la domenica successiva) a marzo e ogni prima domenica di settembre i devoti della Madonna delle Grazie di Pietracupa si ritrovano nei locali della Fabbriceria per spartire fraternamente la mensa (in questa domenica 4 settembre 2016, ben 180 “fratelli”!).

Il pranzo viene ancora preparato nell’antico camino della cucina alla vecchia maniera ed esistono ancora gli stessi utensili: pentole, catini, vasellame. Il menù è stato leggermente cambiato, alla minestra e lesso più pollo in umido di una volta sono stati sostituiti affettati, penne al sugo, stracotto, piselli e fagioli, il tutto bagnato dal buon vino della Fattoria di Montecchio che sa di silenzi maestosi e di sole caldo, un vino che si apprezza con grande “devozione”.

Arrivederci a Marzo 2017!

E. P.

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