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Un Odeon nella Firenze romana?
Un Odeon nella Firenze romana?

STORIA. Florentia, almeno dall’età tetrarchica (fine III secolo d.C.) e fino alla fine dell’Impero, fu capitale della Regio VII Tuscia et Umbria e come tale residenza del corrector (governatore). Visto il prestigioso ruolo di capoluogo non potevano mancare in città un anfiteatro, un teatro ed un ippodromo per assistere ai numerosi spettacoli pubblici (ludi). Ma è probabile, come nel caso di tante città o insediamenti cultuali, che vi fosse anche (…)

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Materie prime per la nostra Abulafia
Materie prime per la nostra Abulafia

EDITORIALE. Più volte abbiamo valutato la possibilità d’ideare una collana con lo scopo preciso d’inserirvi titoli “commerciali”, trattare argomenti generalistici e accattivanti, avere buone vendite e creare un budget utile a produrre, parallelamente, dei libri “di spessore”. Ma nonostante gli anni trascorsi mantengo seri dubbi su questo tipo di soluzione (…)

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“Colorire alla sua maniera”. Cinquecentenario della morte di Bartolomeo Della Porta
“Colorire alla sua maniera”. Cinquecentenario della morte di Bartolomeo Della Porta

ARTE. All’inizio del classicismo cinquecentesco, dopo le grandi influenze di Michelangelo, Leonardo e Raffaello, ebbe singolare importanza Fra’ Bartolommeo Della Porta.
Figlio di Paolo di Jacopo, un carrettiere e vetturale di Firenze d’origine genovese, visse dal 1478 e per molti anni nella casa fiorentina in Porta S. Petri Gattolini […]

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Editoria, nuove Ere, vecchi dubbi
Editoria, nuove Ere, vecchi dubbi

Oggi una buona parte dei lettori di non-fiction (ma non solo) desidera, acquista e legge libri sulla scia della suggestione di un cambiamento, forse epocale, che starebbe per verificarsi. E sembra appunto che un editore per ottenere dei risultati dignitosi debba occuparsi di questo o quel cambiamento. Che si tratti di un’evoluzione sociale, economica, politica,

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Quando si dice che il libro è «sacro»
Quando si dice che il libro è «sacro»

Capita di sentir dire che «i libri sono sacri», ad esempio quando un parente propone di gettarli perché ingombrano, o uno studente li maltratta con troppe sottolineature o, in generale, quando vengono esclusi a favore di altri media e formati. Ma questo modo di dire ha a che fare con una reale «sacralità»? Forse si. «Sacra» può essere l’iniziazione/accesso a […]

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Sulle approssimazioni della stampa digitale
Sulle approssimazioni della stampa digitale

La stampa dei libri con tecnologia digitale (anziché offset-tipografica) ci ha abituati a tollerare piccoli e grandi difetti nella resa grafica, nella qualità dei materiali, nel taglio e nella brossura/rilegatura. E ben venga, purché si sia realmente orientati a favore dei contenuti e di un’immediatezza-genuinità comunicativa. Ma esistono forse (…)

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Tra i vini del Chianti Storico il grande assente è l’Angelo
Tra i vini del Chianti Storico il grande assente è l’Angelo

Il connubio Chianti storico e Arcangelo Michele è ormai indubbio: ce ne siamo occupati approfonditamente in una recente pubblicazione (I sentieri di san Michele) e sono in corso altri progetti dedicati alle tradizioni micaeliche della zona. Tuttavia proprio in Chianti, terra “enologica” per eccellenza, non troviamo o quasi vini dedicati all’Arcangelo.

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Ricomincia la “fine del libro”?
Ricomincia la “fine del libro”?

Quando anni fa decisi di estendere la mia attività di produzione all’editoria, pensavo che la decadenza o fine del Libro – forse il fattore più interessante nella spiritualità dell’attuale imprenditoria editoriale – sarebbe stata dirompente, impossibile da rimuovere e quindi vissuta con piena consapevolezza. Pensavo insomma che il libro avrebbe preso a morire di più e prima (…)

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Equi e Volsci. L’antica Italia dei pastori-guerrieri
Equi e Volsci. L’antica Italia dei pastori-guerrieri

di Enio Pecchioni Prima che Roma dominasse sulla penisola, salvo le zone etrusche e greche della Magna Grecia, l’Italia era un crogiuolo di popoli dediti alla pastorizia, all’agricoltura e al guerreggiare tra loro. Fra questi fieri e bellicosi pastori si distinguono gli Equi e i Volsci, ambedue di stirpe osco-umbra. Gli Equi occupavano le alte

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Per un Libro che sappia "vivere della sua stessa fine"
Per un Libro che sappia "vivere della sua stessa fine"

(…) ho accennato al libro che “vive della sua stessa fine” e ho salutato positivamente la possibilità della persistenza della fine o “morte del libro”; ma in seguito ho constatato che, contrariamente, esso tende a non morire né come formato (le vendite dei libri di carta, dopo anni di flessione, sembra siano tornate stabili) né in senso più “altamente” simbolico (…)

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Rasenna: nome di popolo e nome di vini
Rasenna: nome di popolo e nome di vini

Da Rasna o Rasenna a Tusci, Turusha, Tirreni ecc. potremmo definire quello etrusco come il “popolo dai molti nomi” – e questo testimonia forse la sua eterogeneità, la capacità d’assimilare clan ed etnie nel “patto federale” incentrato sul famoso Fanum. Per gli abitatori del Mediterraneo orientale l’Italia («paese del tramonto») fu una sorta di «nuovo

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Gli Hittiti e le origini del vino
Gli Hittiti e le origini del vino

«…Mentre ricercavamo una traccia che legasse le terre dell’Anatolia agli Etruschi raggiungemmo, attraverso un paesaggio di clamorosa suggestione, la valle del Menderes. Qui visitammo le tombe a tumulo dai regolarissimi tamburi poste nei pressi delle bianche “cascate” di Pamukkale, le meraviglie di Hierapolis che paiono stupende matrici delle storiche tombe di Cerveteri o di Populonia

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Nuove ristampe per i nostri titoli etruscologici
Nuove ristampe per i nostri titoli etruscologici

Finalmente disponibili le ristampe di “Etruschi, il vincolo dell’unità sacrale”
di Enio Pecchioni e “Le porte degli Inferi in Etruria” di Bernardo Tavanti.

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Apppunti sul "fuoco" della fiorentinità
Apppunti sul "fuoco" della fiorentinità

Lo scorso sabato 23 giugno ero tra il pubblico dell’auditorium di via Folco Portinari a Firenze, convinto che, in un modo o nell’altro, avrei assistito ad un convegno dedicato al fuoco… Ho pensato che quel convegno potesse essere un punto di partenza per nuove intuizioni su come e perché il nostro bagaglio culturale (di noi

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Voltumna, un dio e un vino sull’Appennino
Voltumna, un dio e un vino sull’Appennino

L’Etruria intesa come territorio enologico è vasta ed eterogenea, presenta terreni, colture e soluzioni di comunicazione assai diverse ma,
come…

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A Pietracupa un “pranzo storico” tra i più antichi
A Pietracupa un “pranzo storico” tra i più antichi

All’inizio del XVII secolo venne costituita un’opera laicale denominata “Società dei Bifolchi” in ricordo di quei contadini che, fornendo gratuitamente (…)

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I Rasna e il Pinot nero. Evoluzioni della metafora etrusca
I Rasna e il Pinot nero. Evoluzioni della metafora etrusca

Nella nostra indagine sull’enologia etruscofila incontriamo oggi un nuovo caso di #vino impostato su Pinot Nero che riporta in auge, per così dire, l’abbinamento #Etruria: Borgogna, estroso e solo apparentemente bizzarro.

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Phylica e lo spirito etrusco originario
Phylica e lo spirito etrusco originario

(…) Phylica, nome di una schiava che offrì fiori e frutti agli Dei (come risulta da un frammento ceramico populoniense), e Velthune, uno dei tanti nomi della divinità etrusca per eccellenza, invero il romano Vertumnus (…)

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