Oltre gli archeo-vini

Della nostra* indagine sui vini etruschi contemporanei, resa nota circa un anno e mezzo fa in un libro appassionato e dai tratti inevitabilmente bizzarri, non è stato sottolineato uno degli aspetti più utili, almeno dalla prospettiva dell’attualità.

Quando e quanto, in che modo e con quali aspettative, il riferimento al passato (in questo caso etrusco) e all’archeo- in generale, può essere impiegato nella costruzione di un’identità e quindi nel marketing/comunicazione?
Il caso delle aziende vitivinicole con le loro bottiglie di “archeovini” è solo uno tra i tanti possibili.
Troviamo ad esempio, accanto al vino, altre bevande ed il cibo, con le loro aziende, le loro storie, i loro territori. Troviamo la dimensione dell’ospitalità turistica; e dunque quella degli eventi, fiere e incontri dedicati a tematiche diverse, persino allo sport. E così via fino ad un livello politico o, se vogliamo, biopolitico.

In ogni dove e soprattutto in Italia i riferimenti all’archeo- sono molteplici e cambiano di territorio in territorio, aprendo una moltitudine di possibilità e varie offerte di consapevolezza. Il caso etruscofilo ha mostrato, almeno a proposito della sua enosfera, vantaggi e limiti, profondità e superficialità. È stato senza dubbio un test interessante. Ma visto il grande fermento e la proliferazione di nuovi riferimenti, iniziative, istituzioni, credo sarebbe interessante andare oltre.
«Oltre» significa, appunto, testare l’applicazione dei medesimi riferimenti in altre aree d’azione, nonché indagarne altri, in altri luoghi.

Così, in occasione della recente pubblicazione di un libro dedicato a tutt’altro immaginario, quello degli antichi Celti e della loro “eredità” (scritto da un autore lombardo e destinato prevalentemente agli italiani del nord) è scaturita in me una domanda o un paragone interessante che giro al lettore senza troppe elaborazioni. Perché tale riferimento all’ archeo-, celtico o persino insubro,  incontra spesso sentimenti d’indipendenza e può collegarsi ad una fazione politica (o questa ne è indubbiamente attratta)?
Dunque, ribaltando la domanda, perché in Etruria, dove il riferimento agli antichi etruschi è talvolta così forte, non esiste qualcosa come una “Lega Etrusca”?
Intendiamoci, non che ci manchi un riferimento politico del genere e le pochissime esperienze che ho intravisto animarsi su quella linea mi sono risultate incomprensibili. Ma rispondere alla domanda può darci elementi interessanti.

Credo che alcuni “sentieri” possano essere fuorvianti o ciechi, come entusiasmanti e complessi, comunque rendere risultati tipici, sebbene ancora poco noti. E che dunque, nel riferirsi e immaginarsi, possiamo evitare di fare un certo tipo di errori. Pensiamo ad aziende e istituzioni; ma anche a professionisti, autori, rappresentanti, divulgatori.
Ne parleremo e forse ne scriveremo, così come ne parliamo tra noi, e tra sé e sé…innanzi a un bicchiere di vino o no.

LP

 

*Non è il solito antipatico uso del plurale: nella ricerca e nella discussione sono stato accompagnato in modo attivo da almeno tre esperti, già autori con Press&Archeos.

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